Acquedotto, è ancora scontro fra M5S e presidente Cognitti

14 Marzo 2019

TERAMO. Resta altissima la tensione tra i vertici dell’acquedotto del Ruzzo e il Movimento 5 Stelle. Ad alimentarla è il nuovo scambio di accuse tra la presidente della società acquedottistica...

TERAMO. Resta altissima la tensione tra i vertici dell’acquedotto del Ruzzo e il Movimento 5 Stelle. Ad alimentarla è il nuovo scambio di accuse tra la presidente della società acquedottistica Alessia Cognitti e il deputato grillino Fabio Berardini. Quest’ultimo, in particolare, definisce «volgare e infondata» la querela presentata dalla dirigente del Ruzzo nei confronti dei consiglieri comunali pentastellati Pina Ciammariconi e Cristiano Rocchetti per le loro pesanti affermazioni sulla gestione dell’acquedotto. «Hanno solamente criticato l’andamento dell’azienda negli ultimi anni», afferma il parlamentare, «esercitando un diritto tutelato dalla Costituzione e senza accusare alcuno personalmente». Secondo Berardini, tra l’altro, «è un dato incontestabile che la Ruzzo Reti è stata gestita con metodi disastrosi, prestando poca attenzione ai costi in bolletta, ai pesanti debiti contratti e senza la minima accortezza per la tutela della nostra acqua».
Berardini fa notare, inoltre, che Cognitti non ha assunto la guida della società per concorso ma «tramite uno scambio di poltrone tra i membri dell’ex consiglio di amministrazione». Il deputato cita anche la richiesta di rinvio a giudizio dell’ex presidente Antonio Forlini, che tutt’ora siede nel Cda del Ruzzo, per la vicenda dell’acqua inquinata e ritiene grave la decisione del sindaco Gianguido D’Alberto di impugnare la rielezione dei vertici dell’azienda che, secondo l’esponente grillino sarebbe avvenuta in «violazione dello statuto e senza un concorso pubblico». Immediata la replica di Cognitti che ricorda di aver presentato la querela in base alle accuse mosse dai consiglieri grillini «lesive dell'onore e della reputazione dei singoli componenti del Cda e della società che rappresento. Ho sperato che il M5S rettificasse le espressioni diffamatorie utilizzate, come “gestione clientelare” o “gestione allegra”, tuttavia non solo questo non è avvenuto, ma i vertici addirittura insistono, difendendo una forma di comunicazione approssimativa e populista». Cognitti ricorda a Berardini «come nessuna norma imponga ad una spa quale la Ruzzo Reti, ancorché partecipata, l'espletamento di un concorso pubblico per la scelta della governance». Inoltre tiene a precisare, che i vertici societari non sono nominati ma eletti dall’assemblea dei soci formata da 36 sindaci «i quali si sono liberamente e democraticamente espressi e con i quali ho un confronto costante sulla gestione della società».
Berardini, a detta della presidente, denota una scarsa conoscenza del Ruzzo. Per questo lo invita in azienda «dove avrà modo di constatare personalmente e per la prima volta la preparazione e la competenza dei nostri dipendenti, l'altissimo profilo del lavoro messo in campo per tutelare il nostro acquifero e la professionalità ed eticità del consiglio di amministrazione». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.