«Ad Ascoli tanti cantieri, qui zero»

24 Giugno 2021

Cozzi (Forza Italia) accusa l’amministrazione di immobilismo

TERAMO. Nonostante l'ordinanza Teramo, la ricostruzione è ferma. Città vicine, senza le procedure semplificate del commissario Giovanni Legnini, hanno invece avviato diversi cantieri sia sul fronte pubblico che privato. È questa la sintesi di una nota del consigliere comunale di Forza Italia Mario Cozzi che va all'attacco dell'amministrazione sul post sisma. Il parallelismo che fa è fra Teramo e Ascoli Piceno: due realtà simili che hanno patito le conseguenze del sisma 2016 ma che a passo diverso, sostiene Cozzi, marciano verso il recupero degli immobili lesionati.
«Il sindaco Gianguido D’Alberto lamenta da tempo che “l’attuale codice degli appalti impedisce a noi sindaci di dare risposte ai cittadini”, ma non spiega come mai con le normative del vigente codice degli appalti il comune capoluogo a noi più vicino, Ascoli Piceno, sia enormemente avanti sul fronte della ricostruzione», scrive il consigliere in una nota, aggiungendo come l'intervento del commissario Legnini, che definisce “tutor” di D'Alberto, con l'ordinanza Teramo non sia bastato a far partire la ricostruzione in città. «Il dato oggettivo sono i tre anni buttati ad attendere un’ordinanza della quale evidentemente altri non hanno bisogno, se è vero come è vero che ad Ascoli Piceno sono attivi da molto tempo decine di cantieri per la ricostruzione pubblica e privata. Potrebbe spiegare l’amministrazione teramana le ragioni del suo immobilismo?», aggiunge Cozzi, che chiede al commissario Legnini di supportare la fase progettuale poiché «i 30 milioni di euro stanziati per mettere in sicurezza le scuole, il Braga, il municipio restano fermi nelle casse del Comune e non si ha alcuna certezza sulle date di riapertura al pubblico e agli studenti delle storiche sedi istituzionali». (v.m.)
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