Ad Atri restano 30 letti Covid Gli altri reparti ne avranno 50

6 Maggio 2020

L’unità di crisi approva la riconversione dell’ospedale, entro maggio ripartono tutte le attività Teramo, via al trasferimento del 118 al terzo lotto. Mattucci: «Riapriremo presto la Psichiatria»

TERAMO. Via libera dell’unità di crisi della Asl alla parziale riconversione dell’ospedale di Atri, per un graduale ritorno alla normalità nelle attività sanitarie. Il vecchio padiglione sarà dedicato ai pazienti Covid. Il progetto, ottenuto l’ultimo via libera dalla Regione, prevede qualche piccolo lavoro in muratura e la sanificazione di tutto l’ospedale, ma la Asl conta di realizzarlo entro maggio.
«Dopo il passaggio in Regione inizieranno le operazioni di sanificazione e messa a punto di qualche intervento tecnico per l'isolamento della parte Covid», spiega la direttrice sanitaria della Asl Maria Mattucci, che è anche coordinatore delle attività Covid e in questa veste ha contribuito al progetto di riconversione, come richiesto dal direttore generale, Maurizio Di Giosia, «la Tac mobile ora al lato del primo lotto del Mazzini verrà portata in settimana ad Atri e servirà per i pazienti Covid e i sospetti, in modo da mantenere “pulita” quella all’interno dell’ospedale. Per il Mazzini sempre in settimana, infatti, arriverà la Tac a 80 strati donata dalla banca».
Il progetto prevede un percorso esterno per cui il paziente arriva in pronto soccorso dove trova un triage e fa gli esami: se è positivo risale in ambulanza ed entra da un ingresso dedicato, ristrutturato ad hoc (quello dell’ex Medicina nucleare) e con un ascensore riservato sale nella Medicina Covid. La Cardiologia diventerà terapia intensiva Covid e sempre qui ci sarà una sala operatoria dedicata ai positivi, recuperando la sala pacemaker. Tutto il resto dell'ospedale sarà “pulito”, cioè destinato ai pazienti negativi. Nell'ala pulita sono stati individuati due piani sui quali troveranno posto, dopo la sanificazione, Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Urologia e Cardiologia. Ovviamente ripartono anche specialistiche come oculistica, endocrinologia, gastroenterologia, diabetologia, radiologia. Riprenderà pure l’attività chirurgica d’urgenza e sui malati oncologici perchè la terapia intensiva pulita c'è. Nella prima fase di riconversione ci saranno 30 posti letto Covid e 50 per altre patologie, che potrebbero aumentare quando finiscono i lavori di ristrutturazione di un padiglione.
«E' un progetto importante», commenta Mattucci, «perchè quando è stato scelto come ospedale Covid, il presidio di Atri ha dato tutta la disponibilità, dimostrando grande equilibrio e professionalità. Ma ora la popolazione non si deve trovare privata di una struttura sanitaria che funziona a pieno regime e anche le professionalità che vi operano – ricordo fra l’altro che abbiamo due “nuovi” primari, Fabrizio Fascione di Ortopedia ed Edoardo Liberatore di Chirurgia che sono stati subito disponibili a seguire i pazienti Covid – ora hanno pieno diritto di riprendere attività». In un futuro non immediato, poi, la direttrice sanitaria, se l’emergenza dovesse rientrare, «considerando che Pescara avrà un ospedale Covid e a Teramo nell’ex sanatorio ci sono le Malattie infettive, anche l’altra ala del San Liberatore potrà riprendere le proprie funzioni».
IL 118 SI SPOSTA. A breve giro si concretizzerà un progetto ideato già da più di un anno: il trasferimento del 118. Ora è davanti al Pronto soccorso e sarà trasferito nell’ex sanatorio. «Speriamo quanto prima», commenta Mattucci, « il 118 deve avere una collocazione definitiva e degli spazi adeguati, che ora non ha». L’attuale sede del 118 ospiterà il pronto soccorso Covid.
RIAPRE PSICHIATRIA. Buone notizie per il reparto di psichiatria, chiuso a febbraio per far spazio, nell’ex sanatorio, alla Rianimazione Covid. Per sollecitare la riapertura è in corso una petizione e la parlamentare dem Stefania Pezzopane ha fatto anche un’interrogazione al Governo. «Dobbiamo assolutamente riaprire la Psichiatria, quanto prima saranno riportati i posti letto a Teramo, stiamo lavorando per trovare gli spazi: stiamo vedendo se riportarla nell'ex sanatorio o trovare un’altra collocazione. Comunque sarà a breve», conclude Mattucci.
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