Ad ogni ospedale la sua vocazione

È il caposaldo del piano sanitario insieme al potenziamento dell’emergenza
TERAMO. Rafforzamento della rete di emergenza e mantenimento dei quattro ospedali, ognuno con una diversa vocazione. Sono queste le direttrici che orientano la riforma del sistema sanitario teramano contenuta nel piano regionale da mesi al centro d'indiscrezioni e polemiche. L'assessore Silvio Paolucci le illustrerà personalmente in città sabato prossimo, ma nelle prese di posizione favorevoli e contrarie dei giorni scorsi sono emerse indicazioni chiare sulle scelte di fondo.
Il primo elemento su cui punta il piano è dunque il consolidamento dei servizi legati all'emergenza sul territorio. Questo si tradurrà nell'incremento del numero di postazioni del 118 e delle ambulanze con medico a bordo che saranno in servizio per l'intero arco delle 24 ore. L'altro dato, su cui si sono registrati pareri discordanti tra gli esponenti teramani del Pd, lo stesso partito di Paolucci, riguarda l'assetto dei presidi ospedalieri sul territorio. Resteranno in funzione tutti e quattro nel quadro, però, di una riorganizzazione che prefigura per ciascuno di loro destinazioni specialistiche. Il taglio più vistoso interesserà l'ospedale di Teramo che, a fronte del leggero aumento di circa venti posti letto rispetto alla programmazione precedente, vedrà declassata l'unità operativa complessa di neurochirurgia. Per quest'ultima rimarrà la classificazione di stroke unit di primo livello che comunque consentirà interventi sui pazienti colpiti da ictus. L'altra unità operativa complessa destinata al sacrificio sarà quella di malattie infettive, mentre rispetto alle previsioni della vigilia il "Mazzini" conserverà chirurgia vascolare e allergologia, che sarà la sola in Abruzzo. L'ospedale di Teramo si confermerà come hub cardiochirurgico e manterrà il proprio ruolo nella rete oncologica regionale tramite la radioterapia.
Gli altri tre presidi territoriali manterranno i pronto soccorso e stando alle indicazioni del piano non subiranno riduzioni di posti letto. Anzi, l'ospedale di Sant'Omero è destinato ad aumentarli con il potenziamento delle lungodegenze, la conferma della vocazione chirurgica e la riorganizzazione del punto nascita. Per Giulianova, invece, si prospetta una destinazione medico-internistica tramite la permanenza sia nella rete oncologica che in quella cardiologica. Atri resterà centro di riferimento regionale per la fibrosi cistica e vedrà potenziata l'unità operativa complessa di malattie endocrine, che avrà un'altra sola omologa in Abruzzo.
Le previsioni del piano sanitario regionale, però, non piacciono a Sel che aderisce alla manifestazione di protesta convocata per il 22 luglio a Pescara dai sindacati confederali. «Accorpamenti e depotenziamento di alcune unità operative complesse sono espressione di un settore in grande sofferenza», afferma il coordinatore provinciale Stefano Ciccantelli, «la situazione è ormai inaccettabile: cittadini e operatori sanitari non ne possono più di una politica che guarda solo ai numeri e non alle persone». Secondo Sel, dunque, Paolucci «ha l'obbligo di confrontarsi» con sindacati e parti sociali.
Gennaro Della Monica
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