Addio a Bosi, artista e storico insegnante

14 Marzo 2023

La passione per l’arte trasmessa a generazioni di studenti. Per due mandati consigliere comunale, tra i fondatori locali del Pd 

TERAMO. Si è spento all'età di 87 anni Romolo Bosi. Pittore, intellettuale, militante e politico di sinistra. A Teramo, per tutti, soprattutto il professore. Di quelli con la “p” maiuscola sia per gli oltre trent'anni anni dedicati all'insegnamento nelle scuole che per l'innata capacità di trasmettere agli altri il suo sapere nei contesti più disparati. Se n'è andato domenica e tutta la città si è stretta al dolore della famiglia, e in particolare dei figli: Dimitri, responsabile della biblioteca Delfico, e Vassili, guida alpina e soccorritore, nati dal matrimonio con Elvira Scorranese, scomparsa nel 1998.
Bosi si è avvicinato all'arte giovanissimo: dopo gli studi tecnici, proseguì la sua formazione al liceo artistico e nel 1965 realizzò la sua prima personale di pittura al circolo culturale Gramsci. Con l'insegnamento nelle scuole ha accompagnato generazioni di studenti nel mondo dell'arte "aiutando" più di qualcuno a tirar fuori il proprio talento. Bosi è stato organizzatore e curatore di eventi e mostre, ha lavorato come illustratore di libri e negli anni '90 ha collaborato con il museo civico per la realizzazione di laboratori di didattica museale. Per tutta la vita non ha mai smesso di interessarsi alla politica, impegnandosi in prima persona nel sindacato e poi nel Partito Comunista. Era del resto “figlio d'arte”: il padre, Umberto, fu fra i fondatori del Pci a Teramo.
Fra gli anni '70 e '80 è stato consigliere comunale per due mandati e negli anni '90 ha dato il suo contributo alla nascita del Pd, rendendosi attivo in particolare con il gruppo “PerDavvero” insieme ad Antonio Topitti che oggi ne piange la scomparsa e lo ricorda come «un amico fraterno, per alcuni aspetti anche un fratello maggiore». Al cordoglio di artisti, politici, ex alunni e compagni di una vita, si unisce quello del sindaco Gianguido D'Alberto: «L’arte e, più in generale, la cultura teramana perdono un protagonista. La scomparsa di Romolo Bosi, priva la nostra città di un interprete di primissimo piano, che ha saputo coniugare una straordinaria sensibilità umana con l’unicità di uno sguardo artistico libero e con una impetuosa passione civile. Compiangere Romolo, al quale mi univa un rapporto di autentica stima e vicinanza, non è soltanto la manifestazione pubblica di un dispiacere profondo ma diventa un autentico attestato di riconoscenza, personale e collettiva. Con la sua incomparabile passione per l’arte, l’eccezionale sensibilità per la vita politica cittadina, la delicatezza delle relazioni personali, Romolo mai ha fatto venir meno la sua spinta propulsiva di idee e contributi per la crescita della città e per l'affermazione dei principi fondamentali della giustizia sociale».
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