Addio a Brandimarte, gloria del calcio

23 Febbraio 2024

Ha giocato 18 campionati con la Rosetana segnando 150 reti e ha allenato la squadra della città per 12 stagioni

ROSETO. Aveva innato il senso del gol, lo dicono le 150 reti in 300 presenze da giocatore della Rosetana degli anni ’60 e ’70, oltre a essere stato un dipendente comunale scrupoloso prima all’ufficio commercio e poi come dirigente del settore cultura. Tutto ciò era Luigi “Gigino” Brandimarte, 83 anni, scomparso nella notte tra mercoledì e giovedì nella sua abitazione in via Patini a Roseto, dopo una lunga malattia.
Brandimarte è stato uno dei personaggi più carismatici e più longevi del calcio rosetano, con 15 campionati da giocatore e 12 da allenatore degli azzurri, di cui quattro stagioni in serie D (quando la D era la quarta serie nazionale) e due promozioni. Come tanti giovani rosetani che abitavano in centro, iniziò a muovere i suoi primi passi calcistici nel campetto dietro all’abitazione del parroco della chiesa di Santa Filomena, attuale Santa Maria Assunta. Verso la metà degli anni ‘50 Brandimarte, giovanissimo, fu notato e chiamato a far parte di una Rosetana che, in quegli anni, stava tentando di mettersi alle spalle la delusione delle due retrocessioni consecutive nelle stagioni 1950-51 e 1951-52. Bisognava ricominciare e farlo con i giovani, e Gigino si dimostrò subito all’altezza. Ha giocato fino alla stagione 1972-73, ottenendo poi un posto al corso per allenatori professionisti a Coverciano. Diciotto anni da calciatore della Rosetana, interrotti soltanto da una parentesi nella stagione 1962-63 in serie C a Giulianova, un anno di militare che lo tenne lontano da Roseto e un altro anno in cui vestì la maglia rossoverde dell'Atri. Brandimarte, però, ha allenato anche tanti giovani rosetani, come l’attuale presidente dell’As Roseto calcio, Camillo Cerasi. «Mi ha fatto esordire negli anni ’70 in serie D», ricorda Cerasi, «ci sentivamo sempre, veniva spesso qui al campo fino a qualche anno fa. Una persona eccezionale».
Brandimarte, nella sua vita, è stato anche dipendente comunale, lanciando l’ufficio commercio e lavorando anche nell’ufficio anagrafe, nell’ufficio cultura e in quello dello sport. «Mi ha allenato nelle giovanili», aggiunge il sindaco Mario Nugnes, «una persona di grande spessore umano e professionale, un dipendente pubblico di altri tempi, e se l’ufficio commercio di Roseto oggi è tra i più importanti della provincia, il merito è anche suo». La camera ardente è stata allestita nella casa funeraria “Gerardini” di Giulianova, e il funerale ci sarà oggi alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria Assunta a Roseto. Domani inoltre, in occasione della partita casalinga di Promozione tra Rosetana e Mosciano, sarà osservato un minuto di silenzio in suo onore.
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