Addio a Bruni, ha filmato decenni di storia della città

È morto a 82 anni lo storico cameraman inventore di una delle prime tv via cavo Ha ripreso la visita del presidente Gronchi, era la memoria del basket locale
ROSETO. Per circa 60 anni è stato la memoria audio e video della storia di Roseto degli Abruzzi: Paolo Bruni, storico cameraman della Rai, è scomparso venerdì a 82 anni. Lascia la moglie Elvira, le figlie Daniela e Valentina. Era malato da tempo. A partire dagli anni cinquanta con il suo immenso patrimonio di immagini è riuscito a raccontare le vicende locali meglio di migliaia di pagine scritte. Sono innumerevoli le testimonianze lasciate attraverso le sue riprese, come quella del passaggio a Roseto nel 1960 del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, che appena eletto girò l’Italia per mostrare la propria vicinanza al popolo. Nell’occasione il giovane Paolo riuscì a recarsi a Pescara in lambretta per acquistare la pellicola.
Bruni ha inoltre raccontato, prima in bianco e nero e poi a colori, la storia del basket rosetano, la politica locale, lo sviluppo del turismo, tanti altri episodi e personaggi che altrimenti sarebbero finiti nel dimenticatoio. Come “Tattazzin”, morto in manicomio e virtualmente adottato dalla comunità di Montepagano, che decise di pagare interamente il funerale dello sfortunato ma amatissimo personaggio del borgo. Oppure l’aneddoto di un episodio della seconda guerra mondiale riportato dal bagnino Riccillo o la descrizione del giornalista e scrittore Luigi Braccili (intervistato dal figlio Umberto) dei primi anni della propria vita, che coincisero con quelli della neonata Roseto, che iniziava a svilupparsi assieme ai suoi cittadini, che da agricoltori via via si trasformarono in marinai.
Paolo Bruni negli anni ’60 è stato anche l’inventore di una delle prime tv via cavo abusive in Italia e di diverse radio libere. Fra il 2015 e il 2016 l’allora sindaco Enio Pavone e l’assessore alla cultura Maristella Urbini annunciarono la volontà dell’amministrazione comunale di acquistare 600 ore di filmati di Bruni, al fine di metterli a disposizione della collettività rosetana; l’intenzione sarebbe stata quella di trasformarli in dvd e file digitali, rendendoli fruibili a studenti e studiosi nella biblioteca comunale. Da questo proposito nacque un progetto intitolato “Salviamo la memoria” per il quale venne chiesto un contributo alla Fondazione Tercas, che decise di finanziare parzialmente l’acquisto mentre il resto della somma avrebbe dovuto coprirla il Comune. Nel frattempo ad amministrare la città è arrivata la giunta guidata da Sabatino Di Girolamo, che non ha voluto o potuto approfittare della possibilità di rilevare il prezioso patrimonio audio e video, allora valutato circa 35mila euro. I funerali di Paolo Bruni si sono svolti ieri pomeriggio nella chiesa Santa Maria Assunta di Roseto.
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