Addio a Colatriano, l’imprenditore eroe

11 Settembre 2024

L’ex patron della Cover jeans aveva 74 anni, nel ’73 salvò se stesso e altre 40 persone in un aereo andato a fuoco a Madrid

SILVI. L’imprenditore del jeans conosciuto in tutto il mondo Mimmo Colatriano, salvatosi due volte per miracolo da altrettanti incidenti catastrofici, in uno dei quali salvò se stesso e altre 40 persone, è deceduto ieri nella sua Silvi all’età di 74 anni dopo aver lottato contro un male che lo aveva colpito da anni. Da tempo era in pensione ma ha sempre continuato a seguire la sua azienda, la Cover jeans, che aveva fatto crescere negli anni ’80 e aveva portato nel giro di pochi anni agli apici del successo esportando capi in tutto il mondo. Cover contava oltre 500 dipendenti a tempo pieno negli stabilimenti di Silvi e Roseto, ai quali si aggiungevano altri mille lavoratori dell’indotto in tutta la provincia di Teramo. Nella veste di industriale emergente fu ricevuto alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan.
Il 7 dicembre del 1983 arrivò il primo evento che lo ha turbato per tutta la vita. La sua coraggiosa impresa all’aeroporto di Madrid riempì le pagine dei giornali e i tg di tutto il mondo. Colatriano stava ripartendo dall’aeroporto di Barajas dopo un viaggio d’affari, quando in fase di decollo l’aereo della compagnia di bandiera Iberia su cui viaggiava si scontrò con un altro velivolo e prese fuoco: nei due aerei morirono oltre 100 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio, 51 sul Boeing dell’Iberia su 93 occupanti. Nella confusione generale e tra incredibili scene di panico Colatriano si sganciò la cintura di sicurezza, si fece largo e, pur avendo subito la rottura di tre costole, con grande forza e coraggio riuscì ad aprire con la leva di sicurezza un portellone laterale che consentì ad oltre quaranta passeggeri, oltre a lui, di mettersi in salvo. Da allora fu “l’eroe di Madrid”. Le peripezie per l’imprenditore silvarolo non si erano concluse qui. Nel dicembre 2013, quando la sua azienda era classificata tra le prime del mondo, ebbe uno spaventoso incidente sull’autostrada nei pressi di Modena. Nell’impatto con un altro mezzo fu sbalzato fuori dall’abitacolo della sua auto e subì fratture multiple e un forte trauma cranico. I medici non gli davano molto da vivere, ma la sua forza e la tempra che lo hanno sempre contraddistinto lo hanno salvato. A Silvi l’allora parroco padre Silvio Di Giancroce, sollecitato da una folla di fedeli, organizzò addirittura una veglia di preghiera per lui.
La sua passione per l’impresa si è espressa anche nello sport e nella politica. Da giovane era stato un ottimo portiere del Silvi calcio, che allora giocava in Eccellenza, e da industriale ne divenne generoso presidente. Negli anni ’80 fu determinante nell’affermazione della Democrazia Cristiana alle amministrative che riportarono Dc e Psi al governo della città. In quella occasione svolse con ottimi risultati le funzioni di assessore allo sport. Mimmo lascia la moglie Betty e i figli Matteo, attuale assessore al turismo e alla cultura del Comune, Giulia e Silvia. Ieri davanti alla sua villa c’è stata una grande manifestazione di cordoglio di semplici cittadini e di ex dipendenti che lo consideravano davvero un amico. La camera ardente è stata allestita nella chiesa dei Santi Pio e Massimiliano di Silvi nord e il funerale si svolgerà oggi alle 16 nella chiesa di Santa Maria Assunta di via Roma. La salma sarà tumulata nel cimitero di Silvi Paese.
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