Addio a Diaconale: presidente del Parco e l’Abruzzo nel cuore

2 Dicembre 2020

Ha diretto l’area protetta Gran Sasso-Monti della Laga Il cordoglio dello sport e della politica: una grave perdita

Un "british gentleman" dall'inesauribile capacità di mediazione, dall'aplomb tradotto in garbo stilistico e dalle mille idee al minuto. Ma Arturo Diaconale, 75 anni, originario di Montorio al Vomano, venuto a mancare lunedì sera nella sua casa romana, era soprattutto un purosangue del giornalismo. Quel male che lo ha strappato all'affetto della famiglia e della compagna di una vita, Barbara Alessandrini, lo ha combattuto con tenacia fino alla fine, mordendo la vita con la stessa inesauribile passione che ha scandito le tappe della sua carriera. Abruzzese di nascita e di cuore, non ha mai reciso il legame con una terra che ora lo ricorda con affetto e commozione. Membro del Consiglio di amministrazione della Rai, direttore del quotidiano liberale L'Opinione, dal 2016 era portavoce della squadra della Lazio e del presidente, Claudio Lotito. È stato commissario e presidente del parco nazionale Gran Sasso -Monti della Laga e della fondazione Gran Sasso d'Italia.
UN ABRUZZESE A ROMA
Un assaggio delle "Virtù", piatto tipico della cucina teramana, ogni volta che tornava in Abruzzo. Le passeggiate immerso nella natura del parco nazionale che ha guidato per anni. Non capitava di rado di trovare Arturo Diaconale a colloquio con presidenti e direttori degli enti abruzzesi, in riunione all'Aquila o a Teramo, sempre pronto ad ascoltare la voce "della base", con quell'eleganza dialettica che lo caratterizzava, nei modi e nello stile. Quando l'allora sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, lo chiamò, dopo il sisma del 2009, per far parte del Comitato di esperti per la candidatura dell'Aquila a patrimonio immateriale Unesco non esitò un attimo. Diaconale era così, «il giornalista liberale con la testardaggine abruzzese», come lo ha definito Andrea Mancia sul giornale "L'Opinione", che ha diretto dal 1993. E dove un pezzettino d'Abruzzo, con la sua storia e cultura, non mancava mai.
LA CARRIERA
Con una laurea in giurisprudenza in tasca, ha iniziato l'attività giornalistica nella redazione romana del Giornale di Sicilia, nel 1973. Nel 1995 divenne redattore parlamentare del Giornale, allora diretto da Indro Montanelli, occupandosi di politica interna. Nel 1992 passa alla Tv, come caporedattore di Studio aperto, su Italia Uno. L'anno successivo viene nominato da Renato Altissimo direttore del settimanale del Partito liberale italiano "L'Opinione", che trasforma nel quotidiano "L'Opinione delle libertà", che ha diretto per 27 anni. Nel 1995 ha ideato e condotto la trasmissione "Ad armi pari", su Rai 3. Nel corso della sua lunga carriera è stato vice-segretario della Federazione nazionale della stampa italiana, segretario dell'Associazione stampa romana e, dal 2015 al 2018, membro del consiglio di amministrazione della Rai. Dal 2016 era portavoce della squadra della Lazio. Nel 1996 fu candidato al Senato per il Polo per le Libertà del Lazio, ma non fu eletto. Nel 2009 viene nominato commissario straordinario del Parco nazionale del Gran Sasso, di cui è stato presidente fino al 2015.
IL DOLORE DELLA LAZIO
«Siamo addolorati e logorati dalla sua perdita, ha sofferto tanto e noi con lui. Ci lascia un grande laziale, un uomo vero, una persona perbene. È stato un grande onore lavorare con lui. Ci mancherà molto», il ricordo di Claudio Lotito, presidente della Lazio, di cui Diaconale, oltre che portavoce era grande tifoso e che domani giocherà l'incontro di Champions League con il lutto al braccio. Anche il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha espresso cordoglio per la scomparsa di Diaconale. «Abbiamo combattuto grandi battaglie alla scuola di Indro Montanelli», il ricordo commosso del vice presidente di Forza Italia, Antonio Tajani.
L'ABBRACCIO DELL'ABRUZZO
«Un giornalista che ha lavorato per la sua terra contribuendo a far conoscere al mondo le sue bellezze naturali», le parole del presidente della Regione, Marco Marsilio. «Con la morte di Arturo Diaconale l'Abruzzo perde una figura di primissimo piano e un riferimento centrale per lo sport, la cultura, il turismo», ha dichiarato l'assessore regionale allo Sport, Guido Quintino Liris. Il presidente del parco Gran Sasso, Tommaso Navarra, ha parlato di «un uomo dalle doti carismatiche di equilibrio, competenza e signorilità. Diaconale ha saputo ben rappresentare la nostra istituzione e il nostro territorio con una presenza di alto profilo umano e istituzionale». Il maestro Nazzareno Carusi ha annoverato Diaconale «tra le figure che l'Abruzzo ha dato alla vita pubblica e culturale italiana. Sempre, fino alla fine, con l'animo nobile, forte e gentile». Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco di Giulianova, Jwan Costantini, come dall'amico Massimo Liofredi: «Un grande giornalista. E’ stato sempre molto legato anche all’Abruzzo, sua regione natale», ha detto, «e ha sempre seguito con attenzione tutte le questioni della Rai, dando risposte immediate a ogni richiesta».
AFFETTO E STIMA
La famiglia Diaconale, sul suo profilo Facebook, ha voluto ringraziare «tutti coloro che, in questo momento difficile, stanno dimostrando stima e affetto per Arturo. Un uomo immenso, un marito amorevole, un papà unico. Un vero "orso di pietra" per il quale la cosa più importante era aiutare gli altri. Il tuo esempio, la tua passione e il tuo amore non ci lasceranno mai, anche se ci mancherai tantissimo». Alla famiglia le condoglianze del quotidiano il Centro.
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