Addio a Federica, il papà commuove

18 Agosto 2015

Pineto, anche lui sale sull’altare e ricorda la 15enne morta in un incidente. Le lacrime e i pensieri dei compagni di scuola

PINETO. Tutta Pineto si stringe attorno alla bara di Federica Petraccia. I funerali della quindicenne morta tragicamente nel pomeriggio di Ferragosto mentre era in sella alla moto del padre, che si è scontrata con un’auto, si sono svolti ieri nella chiesa di San Francesco, nel cuore del quartiere dei Poeti. A presenziare alla messa, officiata dal parroco padre Angelo Monte, un fiume di amici, cittadini e studenti. Un mazzo di palloncini bianchi è stato posto a fianco al feretro, davanti all’altare, assieme allo stendardo dell’istituto scolastico Zoli di Atri issato da tutti i suoi compagni della prima classe di liceo scientifico.

Il parroco ha detto: «Non è facile celebrare questa messa, Federica se ne è andata a soli 15 anni. Cosa vogliamo dire? In queste situazioni consolano più le parole degli amici dette con amore che tutto il resto». Il prete rivolto ai ragazzi ha detto: «State tutti piangendo. Prendete le vostre lacrime in mano, e guardatele al microscopio. Ognuna è un microcosmo a sé. Nelle lacrime c’è la nostra vita fatta di gioie e dolori. Quando le guardate pensate a ciò che Federica vi ha dato. Rimanete uniti tra di voi». In chiesa vi erano rappresentanti dei Comuni di Pineto, Silvi ed Atri. Più volte le note dell’organo si sono confuse con il pianto dei parenti.

Subito dopo la comunione il parroco ha dato la parola agli amici di classe di Federica. Si sono alternati con gli occhi umidi leggendo al microfono i propri pensieri. Ne citiamo alcuni: «Federica dove sei? È accaduto tutto così in fretta, hai saputo illuminare le nostre giornate, amavi la vita a modo tuo e ciò ti rendeva unica, il destino è stato crudele ma stai tranquilla che continuerai a battere nei nostri cuori. Ci mancherà il tuo stile un po’ punk, ci mancherai tutta. Ricordiamo i tuoi quaderni disordinati, i ciondoli che portavi e le tue camicie a quadri, la tua ironia e un sorriso per tutti. Ora hai varcato la soglia dell’infinito, vivi e contempla il volto di Cristo». Una professoressa in lacrime ha proseguito: «Federica, anche a noi insegnanti hai fatto capire che siamo di passaggio in questa vita. Il tuo banco non rimarrà vuoto, noi tutti ti accompagneremo con lo sguardo». Ha concluso il padre Fabrizio, che a sorpresa e con coraggio è salito sull’altare e guardando fisso negli occhi i ragazzi ha detto loro: «Non siate tristi, non abbiate paura di ciò che è successo, se mia figlia vi ha dato qualcosa anche voi avete dato qualcosa a lei e vi ringrazio. Mia figlia fino a qualche giorno fa camminava come voi e vi portava nel suo cuore e continuerà a farlo». Un fragoroso applauso ha chiuso la celebrazione. All’esterno una decina di palloncini bianchi con attaccata la foto di Federica è stata lasciata salire nel cielo, ieri particolarmente terso.

Domenico Forcella

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