Addio a Focosi, l’ultimo che vendeva in lire

Fino a cinque anni fa gestiva lo storico negozio di alimentari della madre Margherita Ammazzalorso
TERAMO. Fino all’ultimo, caparbiamente, aveva voluto mantenere i prezzi in lire. Fino a cinque anni fa, quando aveva deciso di andare in pensione e chiudere lo storico negozio di generi alimentari di piazza Verdi, conosciuto come il “negozio di Margherita”. Normano Focosi, figlio di Margherita Ammazzalorso e nipote del partigiano Armando Ammazzalorso, è morto ieri all’età di 83 anni. Un volto noto a tanti teramana, soprattutto i meno giovani, ultimo gestore di quella bottega d’altri tempi. Gli stoccafissi appesi al soffitto, i sacchi di fagioli, di ceci e di altre sementi allineati sotto il bancone, il tonno e le sardine nelle grandi scatole di lata venduti a peso nella carta oleata. È così che si faceva la spesa una volta, in fondo non tanti anni fa, anche se sembra preistoria. Il tutto rigorosamente prezzato in doppia valuta: prima le lire e sotto, con caratteri più piccoli, in euro. Negli ultimi anni entrare in quel negozio era come fare un tuffo nel passato, quando i supermercati erano una rarità e i generi alimentari si vendevano sfusi. Dal dopoguerra quel negozio lo gestiva la madre Margherita, morta nel 2000, dona di tempra non comune, staffetta partigiana durante la guerra di liberazione a Teramo. Era un personaggio, Margherita, conosciuta da tutti perché in qual negozi, per quanto potesse sembrare poco elegante anche per gli standard dell’epoca, ci passavano tutti. I funerali di Normanno Focosi si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di via Pannella(e.a.)
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