Addio a Fossataro, il signore del basket

Palla sulla bara durante il funerale insieme alla maglia degli Sharks, tributo degli ultrà con striscione davanti alla chiesa
ROSETO. «Un pezzo di storia della città di Roseto». Così don Pietro ha ricordato nell’omelia Vittorio Fossataro durante il funerale celebrato ieri mattina nella chiesa di Santa Maria Assunta. Uomo simbolo del basket rosetano, forse l’ultimo, com’era scritto nello striscione esposto dai tifosi della curva nord sull’altro lato della statale 16 di fronte alla chiesa, Fossataro è rimasto nel cuore della gente per i suoi modi galanti, il rispetto, la passione con la quale portava avanti i suoi impegni, dal lavoro per la Monti e la Rolly Go su tutte, ai 50 anni da dirigente nella squadra di basket cittadina, per finire nell’ultimo anno a dare l’anima per la Pro loco, della quale era segretario, con l’organizzazione della manifestazione con le mongolfiere “Roseto ti fa volare” e la festa del 15 agosto in onore di Santa Maria Assunta. Erano davvero tante le personalità del mondo sportivo presenti: dal presidente della Fip Abruzzo Francesco Di Girolamo al delegato provinciale del Coni Italo Canaletti, oltre a giocatori, allenatore e dirigenti della squadra attuale del Roseto Sharks, ma anche allenatori del passato come Tony Trullo, Phil Melillo ed Emanuele Di Paolantonio, e giocatori come Enrico Gaeta e Valerio Amoroso.
Sul feretro un pallone da basket portato dal suo unico nipote Mathias e la canottiera del Roseto Sharks, oltre a decine di rose rosse. «Vittorio aveva un senso di responsabilità innato», ha detto don Pietro nell’omelia, dopo aver salutato i familiari, la moglie Maria e i figli Paolo e Luciano, «e si è impegnato molto per non far morire la festa del 15 agosto, in onore di Santa Maria Assunta. Un esempio per tutti i giovani». Il sindaco Sabatino Di Girolamo, presente insieme agli assessori e al presidente del consiglio comunale Teresa Ginoble, era visibilmente emozionato nella lettura del suo ricordo di Fossataro. «È stato vicino a tutte le amministrazioni, di ogni colore politico, per il bene di questa città», afferma il sindaco, «ha lavorato sempre nel retrobottega di tutte le attività che svolgeva, contribuendo in maniera decisiva e mettendoci sempre la faccia, nel bene e nel male». Il giornalista Luca Maggitti, invece, ha tracciato il profilo di Fossataro leggendo il punto di vista di alcuni suoi amici, come Daniele Cimorosi e Giuseppe Celommi. «Ha lasciato questa vita a 78 anni, dei quali 51 dedicati alla pallacanestro rosetana», ha ricordato Maggitti, «si è gettato anche nel vuoto per amore della sua città come nell’estate 2003, quando assunse le vesti di presidente traghettatore per 6 mesi pur di non far scomparire il basket a Roseto».
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