Addio a Lino Manocchia Intervistò presidenti e star Usa

Il giornalista di origine giuliese è morto a Cambridge (New York) all’età di 96 anni. Era rimasto sempre legato alla sua terra: «L’America è la mia seconda patria, ma nelle vene scorre sangue abruzzese»
GIULIANOVA. Si è spento nella sua casa di Cambridge, nello stato di New York, il giornalista di origini giuliesi Lino Manocchia. Aveva compiuto 96 anni il 20 febbraio scorso. A darne notizia è stato il collega e amico Ludovico Raimondi sul suo profilo facebook e sul sito giulianovailbelvedere.it sui cui Manocchia scriveva ancora per mantenere il legame con la sua città natia. Lascia il figlio Adriano, la nuora Teresa Schiavi, anche lei giuliese e il nipote Adriano jr che lo hanno circondato di affetto fino all'ultimo. «Esprimo tutto il mio cordoglio e quello della città di Giulianova per la perdita di un cittadino illustre, giornalista di fama e persona di grandi doti umane e professionali», ha detto il sindaco Francesco Mastromauro. Figlio del giornalista del Popolo d'Italia Francesco Manocchia, ben presto anche lui aveva intrapreso la carriera di giornalista. Nella sua città natale c'è ancora qualcuno che rievoca i fasti delle feste che Lino organizzava sulla terrazza del Kursaal in estate, serate splendide fatte di danze, canti ed elezioni di Miss Giulianova. Nel 48' sposò Ada Di Michele e si trasferì a New York, dove aprì il ristorante Capri a Little Italy insieme ad un cuoco sorrentino. Ma era il giornalismo è il suo vero talento. Manocchia fu uno dei primi corrispondenti Rai dagli Usa, lavorando con Ruggero Orlando, Carlo Mazzarella e Jas Gawronsky. Negli anni d'oro di Voice of America (il servizo radiotelevisivo del governo Usa che diffonde i suoi programmi in 46 lingue), aveva intervistato sei presidenti degli Stati Uniti: Ike Eisenhower, John F. Kennedy, Lyndon Johnson, Jimmy Carter, Bill Clinton e George Bush padre. Ha scritto per diversi giornali e condotto fortunati talk televisivi. Tante le interviste alle star di Hollywood tra cui Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Paul Newman e Marilyn Monroe. Le migliori chiacchierate di Manocchia con questi personaggi sono stati raccolti nel libro “Lino e il microfono”, dato alle stampe dalla casa editrice Artemia. «L'America è la mia seconda patria che mi consente libertà d'azione e di pensiero», disse rispondendo ad un'intervista rilasciata a Raimondi nel 2009, «tuttavia, il sangue abruzzese continua a scorrere nelle vene, e non nascondo mai di essere stato creato e cresciuto sulla spiaggia dalla sabbia dorata». Quattro anni fa Manocchia era stato insignito di un riconoscimento alla carriera nell'ambito del premio internazionale per la cinematografia “Gianni Di Venanzo” e recentemente aveva ricevuto una targa d'argento alla carriera dall'ordine dei giornalisti d'Abruzzo. Raimondi ha proposto di istituire un premio annuale a lui dedicato e riservato ai “Giuliesi nel mondo” che hanno saputo distinguersi nella propria attività portando lustro alla città in campo nazionale e internazionale.
Mirella Lelli
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