Addio a Mascione, colonna del 118

Il medico è morto a 65 anni dopo una lunga battaglia con la Sla. I colleghi: «Un esempio per tutti»
TERAMO. Una vita in prima linea, medico di quel servizio 118 che aveva visto nascere. Francesco Mascione, se n’è andato a 65 anni (ne avrebbe compiuto 66 a febbraio) vinto da quella malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, contro cui aveva lottato come un leone: dall’insorgere dei primi sintomi alla sedia a rotelle. Nonostante l’aggravarsi delle condizioni non aveva rinunciato a vivere in prima linea: con gli alpini, con la Croce Rossa, sempre circondato dall’amore della sua famiglia e da quello dei tanti colleghi e amici. Dal 2012 era presidente della sezione teramana dei medici cattolici con il suo bagaglio di sapere ed esperienza da mettere sempre a disposizione di tutti. Così lo ricorda Silvio Santicchia, medico responsabile del 118 di Teramo: «Ci conoscevamo dai tempi dell’università e per dieci anni abbiamo lavorato fianco a fianco. Un professionista preparato, disponibile. Una grande risorsa. Ha continuato a essere presente fino a quando la malattia lo ha permesso. Una grande perdita per tutti noi».
Fu tra i primi ad arrivare all’Aquila nei drammatici giorni del sisma del 2009. «Un medico combattivo», lo ricorda Sergio D’Ascenzo, storico infermiere del 118 teramano da qualche tempo in pensione, «punto di riferimento per tutti, attento, sempre molto rispettoso degli altri. Non ha mai ceduto e ha combattuto dall’inizio alla fine contro la malattia che lo aveva colpito. Sempre pronto a sorridere alla vita e sempre presente per chiunque». Il medico, originario di Canzano ma da tempo residente a Teramo, lascia la moglie e due figli. I funerali oggi alle 14.30 nella chiesa della Madonna della Cona.(d.p.)
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