Addio a Mazzitti, in cento nonostante le restrizioni

13 Maggio 2020

Piccola folla attende l’uscita del feretro in piazza Garibaldi. Italia Viva polemizza sul progetto di parco urbano archeologico ideato dall’avvocato e mai realizzato

TERAMO. Nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia e l’orario lavorativo sono stati in cento, ieri mattina, a voler dare l’ultimo saluto a Walter Mazzitti, personaggio che con la sua Teramo ha avuto sempre un rapporto di amore-odio ma il cui valore indiscusso, oltre che dall’eccezionale curriculum, era riconosciuto e ammirato da tanti concittadini. Così, oltre alle 15 persone previste dalle norme che hanno assistito alla funzione religiosa – 13 familiari e due rappresentanti istituzionali (il sindaco Gianguido D’Alberto e il presidente del Parco Gran Sasso-Laga Tommaso Navarra) – fuori dalla chiesa di piazza Garibaldi si è radunata una piccola folla composta che, controllata da un vigile urbano, ha atteso l’uscita del feretro senza creare assembramenti. La cerimonia è stata seguita via Skype anche dai parenti parigini di Mazzitti, familiari della moglie francese dell’avvocato, Agnès.
Durante la funzione è stata una delle due figlie di Mazzitti, Emmanuelle, a tenere una breve orazione funebre, ma anche il sindaco D’Alberto ha voluto commemorare la figura di uno dei teramani più illustri di sempre, esprimendo rammarico per non aver potuto completare con lui un percorso che avrebbe dovuto portare alla messa a sistema di tutto il patrimonio archeologico di Teramo. Proprio questa del “Parco urbano archeologico”, insieme alla candidatura del Gran Sasso a patrimonio dell’umanità, rappresenta un’idea per ora irrealizzata, ma anche un’importante eredità, di Mazzitti. E sulla mancata realizzazione del progetto c’è scappata la polemica politica. A innescarla con dei post su Facebook due esponenti di Italia Viva, gruppo politico teoricamente di maggioranza in Comune, ma sempre più lontano da D’Alberto e dal resto delle forze che lo sostengono. L’ex vice sindaco Maria Cristina Marroni, commentando un post di cordoglio del presidente del consiglio comunale Alberto Melarangelo, ha scritto: «Le persone bisogna rispettarle e onorarle quando sono in vita. Non è il tuo caso, ma eri presente quando arrivò in Comune a presentare l'ambizioso e straordinario progetto di rilancio culturale per Teramo. Qualcuno, volutamente, non lo salutò neppure, altri abbandonarono il tavolo quasi subito, senza neppure finire di ascoltare la sua esposizione. Alla fine a quel tavolo restammo in 4/5 persone». E il consigliere Giovanni Luzii ha scritto, in riferimento alla nota diffusa dal sindaco: «Non è assolutamente vero che l’amministrazione lo abbia rincontrato per portare avanti il progetto sul parco archeologico … il contrario … ne sono testimone… basta con le bugie, assumetevi le vostre responsabilità».(d.v.)
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