Addio a Mupo, ex biancorosso degli anni ’50

Avellinese, fu il centravanti del Diavolo che riconquistò la C nel ’59. Era rimasto legato alla città
TERAMO. È morto a 90 anni nella sua Avellino Pasquale Mupo, forse il giocatore-simbolo del Teramo della seconda metà degli anni ’50: una squadra che, dopo averla inseguita e sfiorata, centrò la promozione in serie C nel 1959. Classe 1933, cresciuto nelle riserve dell’Inter, Mupo giocò cinque anni in biancorosso, dal ’55 al ’60, con 134 presenze e 37 reti. Era un centravanti tecnico e intelligente, specialista nel dare assist ai compagni ma comunque autore di reti importanti e di pregevole fattura. Indimenticabile, soprattutto per lui, la rete dell’1-0 al Foggia al Comunale in una partita in cui lo marcava il fratello Carlo, poi diventato direttore sportivo di Roma e Milan.
Il suo legame affettivo con Teramo, dove conobbe la sua prima fidanzata e conseguì il diploma, non si è mai spezzato: da quando l’associazione “Amici del calcio Teramano” custodisce la memoria storica del football cittadino con almeno un evento all’anno Mupo è stato spesso invitato ed è sempre venuto volentieri, accompagnato dal figlio Davide. I funerali si svolgeranno oggi, nella chiesa del Rosario di Avellino, alle 16. Il Città di Teramo 1913 domani scenderà in campo con il lutto al braccio nel match casalingo con il Casalbordino, prima del quale verrà osservato un minuto di raccoglimento. Condoglianze ai familiari sono state espresse sia dalla società biancorossa che dagli “Amici del calcio teramano” e sui social Mupo è stato ricordato da personaggi-simbolo come Tonino Valbruni ed Elso Simone Serpentini.(d.v.)

