Addio a Palazzese, industriale di razza

15 Dicembre 2020

Fece fortuna in Venezuela partendo da zero, poi in Val Vibrata fondò il colosso Mivv. Era cavaliere della Repubblica

ALBA ADRIATICA. Alba Adriatica e la Val Vibrata perdono un altro pezzo di storia, l’imprenditore dei due mondi Giovanni Palazzese, che si è spento domenica sera nella sua casa di via Romualdi a 87 anni. Era malato da tempo e se n’è andato senza clamore. La città lo ha scoperto con tristezza ieri, grazie ai manifesti funebri e quando i primi messaggi di cordoglio hanno cominciato a diffondersi sui social. Ai funerali, che si terranno oggi alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Sant’Eufemia, a causa dell’emergenza sanitaria non potrà esserci la grande folla che ci si sarebbe potuti aspettare per l’ultimo saluto a una figura così importante e amata.
Il suo tributo pubblico, da parte della città e non solo, Palazzese ha potuto però riceverlo tre anni fa, quando in centinaia affollarono la sala conferenze del Comune di Alba Adriatica per la presentazione delle sue memorie, raccolte in un’intervista trasformatasi in autobiografia. Tra le pagine del libro, ma anche durante quell’evento voluto dalla biblioteca comunale a cui l’anziano imprenditore volle prendere parte nonostante le difficoltà e la malattia, Palazzese raccontò l’infanzia nella Guerra e la povertà del Dopoguerra, la fatica, i sacrifici e poi la costruzione dell’impero economico tra il Venezuela e l’Italia, i suoi rapporti con la politica e con il potere, le crisi attraversate. Per il Sudamerica era partito adolescente nel 1953, trovando lì impieghi molto umili prima di riuscire a cogliere le opportunità che offriva un Paese allora in pieno sviluppo. Nei decenni successivi da dipendente diventò titolare di imprese e mise la propria firma su dighe, strade e tante altre opere pubbliche realizzate in Venezuela con le aziende da lui fondate, come Decoalsa e Vialpa.
Ma è stato l’imprenditore dei due mondi perché ha voluto lasciare il segno anche in patria. Tornato in Italia, infatti, fondò il colosso vibratiano Mivv, diventato leader nella realizzazione dei terminali di scarico per le moto. Questo mentre fioccavano i riconoscimenti, come la laurea honoris causa in ingegneria meccanica e la nomina a capo degli industriali teramani, ma anche il titolo di cavaliere conferitogli nel 2007 dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel mezzo, il dolore della perdita del nipote Ivan, il campione di motociclismo scomparso tragicamente in gara. Quel libro autobiografico lo dedicò alla madre e alla moglie, Filomena, che oggi lascia insieme ai quattro figli e a tutta la sua grande famiglia. Lascia in realtà un’intera comunità, quella albense e vibratiana, che in Giovanni Palazzese ha trovato un esempio e in tanti casi anche un benefattore. L’ultimo appello pubblico fu proprio diretto ai giovani: «Abbiate coraggio», disse loro, non lesinando critiche al sistema scolastico locale che non collaborava come voleva con l’imprenditoria, oltre a lanciare stoccate fortissime contro la grave crisi politica ed economica del Venezuela, Paese a cui doveva tutto e cui era rimasto legatissimo.
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