Addio a Verticelli, la politica in lutto

17 Aprile 2023

Da segretario strinse l’alleanza col Ppi per la vittoria nelle regionali del ‘95, fu vice di Falconio nella giunta di centrosinistra

ROSETO. Il suo nome resta legato alla svolta della sinistra alla fine degli anni ‘80 e alla prima storica vittoria in Regione nel ‘95. Quella di Marco Verticelli, che si è spento sabato sera a 68 anni per le conseguenze di una malattia contro cui combatteva da tempo, è la storia di un dirigente politico e amministratore che ha segnato il passaggio dal Pci al Pds e ai Ds dell’alleanza con i Popolari. Originario di Morro d’Oro, ma negli ultimi anni residente a Cologna Spiaggia, frazione di Roseto dove viveva con la moglie Cristiana Rosini, ha iniziato la sua carriera politica nella Fgci, la federazione dei giovani comunisti, entrando a far parte del gruppo di nuovi dirigenti del Pci che, sotto l’egida di Vinicio Scipioni, ex sindaco di Morro e parlamentare dell’epoca, fu protagonista della transizione verso il Pds.
padre del centrosinistra
Da giovanissimo fu fondatore a Roseto, era il1982, di uno dei primi periodici a diffusione gratuita dal titolo “Realtà nuova” che esprimeva la sua capacità di guardare oltre l’orizzonte dell’attualità. La capacità di coniugare appartenenza e innovazione lo hanno portato a essere il primo segretario provinciale del Pds all’inizio degli anni ‘90 e nel giro di poco tempo ad assumere la guida regionale del partito nato dalla trasformazione del Pci con la svolta della Bolognina. Alla sua mediazione si deve l’accordo con il Ppi che nelle elezioni del ‘95 portò al varo della coalizione di centrosinistra uscita vincitrice dalle urne con il presidente Antonio Falconio. Verticelli di quella giunta assunse la vice presidenza e la delega all’industria. Rieletto, ma questa volta all’opposizione, nella successiva legislatura, che dal 2000 al 2005 vide il centrodestra al governo regionale con Giovanni Pace, tornò in giunta con la presidenza affidata a Ottaviano Del Turco fino al 2008 e l’incarico di assessore all’Agricoltura. A quella esperienza seguì un periodo di attività politica “dietro le quinte” che lo ha portato a non condividere le scelte del Pd a livello provinciale, dopo la fusione con la Margherita, e ad avvicinarsi ad Articolo 1. Nel 2017 il suo ultimo incarico istituzionale con la nomina a presidente dell’Ente porto di Giulianova. Sotto la sua gestione sono state avviate opere importanti come il nuovo molo nord, la sistemazione delle piastrelle in ceramica di Castelli sul molo sud e le iniziative per la valorizzazione dei caliscendi.
L’ultimo saluto
Verticelli, oltre alla politica, aveva anche un’altra grande passione: la pesca. L’ha condivisa spesso, anche fino a qualche settimana fa, con l’amico fraterno Gloriano Lanciotti, direttore provinciale della Cna, la Confederazione degli artigiani. In circa 300 si sono ritrovati ieri nella casa funeraria Gerardini a Giulianova per l’addio. L’orazione funebre è stata affidata a Pino Casalena, ex presidente del Ruzzo ed ex dirigente del Pds teramano, che con la voce rotta dalla commozione ha ricordato il suo legame con Verticelli definendolo «amante della vita» e ricordandone le qualità e il percorso politico. Ad ascoltarlo oltre a Lanciotti c’erano Giovanni Legnini, commissario per la ricostruzione post-sisma a Ischia, l’ex parlamentare aquilano Giovanni Lolli, gli ex sindaci di Giulianva Francesco Mastromauro e Claudio Ruffini, l’ex primo cittadino rosetano Franco Di Bonaventura, l’ex presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e del Pd la presidente regionale Manola Di Pasquale e i segretari abruzzese e provinciale Michele Fina e Piergiorgio Possenti. Quest’ultimo in particolare sottolinea che l’impegno di Verticelli «resterà impresso in coloro che lo hanno incrociato nel proprio percorso politico e che con lui hanno garantito un'azione rispettosa dei fondamentali valori del vivere civile». Il presidente del consiglio comunale di Teramo Alberto Melarangelo richiama l’esempio rappresentato dall’allora dirigente del Pci-Pds: «Ha dedicato la vita alla politica e al partito in tutte le sue espressioni, dal tesseramento alla rappresentanza nelle istituzioni», evidenzia, «costituendo un riferimento per la formazione di chi come me allora era un giovane». Secondo Gianni Melilla, ex presidente del consiglio regionale ed ex parlamentare, «Marco è stato un protagonista di quella stagione di rinnovamento politico: sono stati anni formidabili di passione e amicizia personale».
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