Addio ad Aloisi, ha raccontato la città

20 Dicembre 2022

Collaboratore del “Centro” e di Radio Azzurra, è morto in ospedale per problemi cardiaci. Oggi i funerali nel duomo

GIULIANOVA. Stavolta Alfonso Aloisi la sua quotidiana notizia d’apertura ce l’ha data in un altro modo: stavolta era lui la notizia. Una di quelle notizie che non si vorrebbero mai scrivere. Il corrispondente da Giulianova del “Centro”, e collaboratore dell’emittente giuliese Radio Azzurra, è morto ieri notte nell’ospedale della sua città, dov’era stato ricoverato mercoledì scorso per problemi cardiaci. Nell’annunciare alla redazione prima i suoi malesseri, e poi il ricovero, si era quasi scusato: tanto teneva a quello che, dopo la pensione, era diventato per lui un nuovo lavoro e non un semplice passatempo. Era convinto di tornare a scrivere molto presto, nei primi due giorni di ricovero ha continuato a telefonare alle sue fonti e alla redazione per avere e dare notizie. Il suo cuore, però, lo ha tradito e ha spento quella che l’ex sindaco e deputato Franco Gerardini, ieri davanti alla camera ardente, ha definito «una voce libera che raccontava la città».
Aloisi aveva 71 anni. In gioventù aveva scritto per testate sportive come Stadio e Tuttosport, poi aveva cominciato a lavorare in banca: e in quella banca, la Popolare dell’Adriatico poi confluita in Intesa Sanpaolo, aveva fatto carriera, arrivando a dirigere diverse filiali della provincia. Sul lavoro era attentissimo e inflessibile: una volta, a Giulianova, sventò una rapina chiudendo i rapinatori tra le due porte automatiche d’ingresso. Aloisi ha vissuto anche una breve ma intensa stagione politica nelle fila di Alleanza Nazionale: nei primi anni Duemila è stato consigliere provinciale (e capogruppo del partito), poi candidato alle regionali, e ha svolto l’incarico di commissario del Consorzio per lo sviluppo del nucleo industriale di Teramo. Andato in pensione, ha ripreso la vecchia passione per il giornalismo e ha cominciato a collaborare con “il Centro” e con Radio Azzurra. Non badava minimamente ai compensi, non cercava visibilità. Considerava queste collaborazioni quasi come una missione: voleva raccontare la sua città, che amava profondamente, senza indulgenze né secondi fini. Mancherà tantissimo a noi e alla sua Giulianova, e si è capito già ieri quando decine e decine di persone hanno visitato la camera ardente allestita nella casa funeraria Gerardini.
Aloisi lascia la moglie Miriam Salvalai, apprezzata pittrice, il figlio Andrea, che con la compagna Ileana due anni e mezzo fa lo aveva reso nonno di Matilde, e la sorella Sonia. A tutti loro va l’abbraccio della grande famiglia del “Centro”. Oggi alle 10 i funerali nel duomo di San Flaviano.
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