Addio ad Altamura storico dirigente della Rianimazione

18 Giugno 2017

Aveva 67 anni, per trenta è stato un pilastro del Mazzini Rosa: «Un maestro, con lui un reparto all’avanguardia»

TERAMO. Peppe Altamura se ne è andato ieri nella sua casa di Teramo. Lo storico dirigente medico della Rianimazione del Mazzini aveva 67 anni e combatteva dal 2008 con un cancro che lo aveva colpito, beffardamente, pochi mesi dopo essere andato in pensione. Un congedo arrivato dopo trent’anni esatti di lavoro in ospedale. Con lui se ne va un pilastro della sanità teramana, uno dei medici che più hanno contribuito all’età dell’oro dell’ospedale cittadino.
Giuseppe Altamura è nato ad Avezzano nel 1950. Laureato in medicina all'Aquila, ha conseguito la specializzazione in anestesia e rianimazione a Napoli. Ne ha poi conseguita una seconda in scienze dell'alimentazione, ma la sua carriera nella sanità pubblica è stata tutta di anestesista e rianimatore ed è trascorsa tutta a Teramo, dove nel 1978 ebbe il primo incarico. All’epoca al Mazzini un reparto di Rianimazione non c’era ancora, venne costituito pochi anni dopo e Altamura ne divenne ben presto il dirigente di fatto, pur senza avere formalmente la carica di primario. Andato in pensione nel 2008, per un paio di mesi svolse l’incarico di primario alla clinica Stella Maris di San Benedetto del Tronto ma poi gli fu diagnosticato il cancro e fu costretto ad operarsi al cervello a Bologna e a lasciare la professione. Da allora Altamura, persona molto riservata, ha pensato solo alle cure e alla famiglia. La malattia purtroppo ha avuto una ricaduta e nell’ultimo mese e mezzo la situazione è precipitata fino all’epilogo di ieri.
A ricordarne la figura professionale è Ennio Rosa, rianimatore al Mazzini: «Per me e per i giovani che sono entrati dalla metà degli anni Ottanta in poi è stato un maestro. Era un rianimatore di altissimo livello, ci ha insegnato ad amare questo lavoro e a farlo con impegno e dedizione, studiando sempre. Mi diceva: ogni giorno devi trovare il tempo per leggere un articolo. Lui era uno curioso, molto propositivo. È stato sempre innovativo nel suo campo, si aggiornava, eravamo un reparto all'avanguardia. Tra l’altro è stato il primo a Teramo ad interessarsi della donazione di organi, e ha sempre spinto anche noi in questa direzione. Certamente ci ha trasmesso il suo modo di pensare».
Altamura lascia la moglie Narcisa De Vincentiis, anche lei medico del Mazzini e già presidente dell’Ordine dei medici di Teramo, le figlie Nicoletta e Giulia, i generi e due nipotine. Da ieri pomeriggio è stata allestita per lui una camera ardente nella chiesa della Madonna della Cona, dove domani alle 17 si celebreranno i funerali.(d.v.)
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