Addio all’insegnante Rita Lanciaprima

5 Gennaio 2021

TERAMO. Commozione in città per la scomparsa a 82 anni, dopo una lunga malattia, di Rita Lanciaprima, insegnante, storica attivista della Casa della Cultura “Carlo Levi” nonché moglie del fondatore...

TERAMO. Commozione in città per la scomparsa a 82 anni, dopo una lunga malattia, di Rita Lanciaprima, insegnante, storica attivista della Casa della Cultura “Carlo Levi” nonché moglie del fondatore Pasquale Limoncelli e donna che per tutta la vita si è distinta nell’impegno politico, culturale, civile e sociale.
Nata il 6 novembre del ’38 a sei mesi aveva perso il padre Amedeo, impiegato del Provveditorato. Era così cresciuta con la madre Rosa Lauri, la zia Bianca Lanciaprima, la sorella e i fratelli: Mario, uno dei primi martiri della Resistenza teramana e Vincenzo, che dopo la deportazione in un lager in Germania era riuscito a tornare e a intraprendere la carriera di avvocato e dirigente politico del Partito Socialista Italiano e del Psiup. Da sempre amante della cultura e del teatro, Rita già da giovanissima con Tino Pellegrini, Giorgio Bandini e altri aveva animato il piccolo teatro “La Cetra”. Nel 1963 si era diplomata maestra e aveva prestato servizio in diverse scuole concludendo la carriera all’elementare “San Giorgio". Il suo impegno è stato su più fronti: iscritta per anni alla Cgil ha fatto parte dell’Anpi e dell’Anfim ed è stata una colonna del Centro culturale “Gramsci”, promuovendo con il marito e altri compagni eventi con personalità come Pasolini, Levi, Guttuso, Lizzani, Fo, Moravia, Mazzacurati e il presidente Sandro Pertini. «Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per la scomparsa di Rita Lanciaprima e ci uniamo al dolore dei suoi familiari porgendo le condoglianze al marito Pasquale Limoncelli, ai figli Carla e Libero e ai partenti tutti», scrive Mirko DeBerardinis a nome di amiche e amici della Casa della Cultura “Carlo Levi”. La salma resterà nell’obitorio dell’ospedale di Teramo fino a domani, alle 12 l’ultimo saluto prima della partenza per il crematorio di Ascoli .
Adele di Feliciantonio