Addio allo storico parroco del Lido

È morto don Ennio Lucantoni: per 57 anni ha gestito la chiesa della Natività stando vicino soprattutto a giovani e marinai
GIULIANOVA. Fino all’ultimo è rimasto al fianco della sua comunità, partecipando ai preparativi per la festa della Madonna del Portosalvo. Don Ennio Lucatoni, storico parroco del Lido, ha concluso il suo percorso terreno intorno alle 7.30 di ieri. Aveva 84 anni e da qualche giorno era ricoverato all’ospedale di Giulianova, dov’era arrivato dopo un intervento chirurgico a cui era stato sottoposto al “Mazzini” di Teramo.
Nonostante le sue condizioni fisiche fossero già precarie, prima del ricovero ospedaliero ha voluto comunque partecipare all’incontro con la marineria giuliese per la scelta, come da tradizione, del peschereccio da adibire al trasporto della statua della Madonna del Portosalvo per la processione di agosto. Don Ennio era originario di Controguerra dove, da ragazzo, entrò nelle simpatie dell’allora parroco don Alberto Di Pietro che lo accompagnò nella sua vocazione. Una volta ordinato sacerdote nel luglio 1956, diventò a 23 anni viceparroco dello stesso don Alberto, nel frattempo trasferito a San Flaviano a Giulianova Paese. Nel dicembre del ’59 la svolta. L’anziano parroco del Lido don Raffaele Baldassarri annunciò al vescovo Stanislao Amilcare Battistelli di non essere più in grado di gestire la parrocchia della Natività. Così il 14 gennaio 1960 don Ennio fu nominato vicario e il 1° novembre 1961 divenne parroco. Occorreva un giovane che stesse vicino ai ragazzi e questa è stata la missione primaria del prete, dotato di grande fermezza e carisma e amante della disciplina.
Don Ennio ha accompagnato la crescita demografica e urbanistica del Lido, rimanendo sempre fianco a fianco alla marineria con cui ha avuto rapporti fraterni e di amicizia. Fu proprio lui che il 16 gennaio 1973 impartì la benedizione al varo del peschereccio Scandenberg, il più grande natante realizzato dagli ex Cantieri Navali di Giulianova. Ogni anno, a dicembre, in occasione della festa di santa Barbara, il sacerdote celebrava la messa dedicandola in particolare agli uomini della guardia costiera che presidiano il litorale teramano. Il parroco, sempre a dicembre e nonostante le basse temperature, non ha mai rinunciato a presenziare al presepe subacqueo, organizzato dall’associazione “Up and Down” e dalla Lega navale, con processione finale e celebrazione eucaristica sulla banchina di riva. Nonostante il lutto, lo svolgimento della imminente festa della Madonna del Portosalvo non è in dubbio. A confermarlo è il presidente del comitato organizzatore Renato Di Silvestro. «Sono stato vicino a don Ennio fino alla fine e mi ha fatto capire anche a cenni che bisognava andare avanti in quanto l’evento è da considerare primario», spiega, «la sua morte dunque per noi diventa uno stimolo». Anche il sindaco Francesco Mastromauro, che ha proclamato il lutto cittadino, ricorda il parroco. «Poche settimane fa ho gioito per il suo ritorno a casa, questa terribile notizia è entrata nel cuore come un cuneo», afferma, «è salito al cielo un sacerdote mite ma deciso, buono e sempre disponibile, che in 62 anni di sacerdozio ha condiviso ogni sofferenza venendo incontro, sempre, ai problemi umani e alle difficoltà presenti nella comunità affrontandoli e risolvendoli nel segno dell’amore e del rispetto della dignità. In prima linea per il bene collettivo, don Ennio era un organizzatore infaticabile e una persona dotata di grande determinazione». Si deve a lui la realizzazione della chiesa di San Pietro apostolo la cui prima pietra fu posata il 16 agosto 1964. Passarono dieci anni prima che la struttura venisse completata e aperta al culto. Fu proprio il parroco ad interessarsi del reperimento del terreno e dei fondi per la costruzione. La camera ardente è stata allestita nel salone al piano terra della chiesa di San Pietro Apostolo dove oggi alle 16 verrà celebrato il rito funebre. La salma di don Ennio verrà poi tumulata nel cimitero di Giulianova.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

