Adesivi in uffici e supermercati per aiutare le donne maltrattate

Giornata contro la violenza di genere, campagna della commissione pari opportunità della Provincia Da gennaio a novembre in 71 si sono rivolte al centro “La Fenice”, molte meno durante il lockdown
TERAMO. Un grande adesivo colorato, con impresso a chiare lettere la parola "Chiamaci" seguita dal numero di contatto diretto - 0861.029009 - del Centro antiviolenza della Provincia "La Fenice".
sarà affisso negli uffici pubblici e nei centri commerciali per raggiungere quante più donne possibili, con un messaggio diffuso in luoghi in cui siano sole e libere di telefonare per chiedere aiuto. È questa la campagna di comunicazione e sensibilizzazione promossa quest'anno dalla commissione pari opportunità della Provincia – e realizzata grazie ad una donazione della “Di Sante Mobili” di Teramo – che prenderà il via da domani, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in collaborazione con i centri commerciali "Gran Sasso", "Val Vibrata", "Universo" e "La Torre".
«Per le donne sarà molto semplice poter contattare questo numero, raggiungibile anche tramite whatsapp, che viene riportato sull'adesivo. Si tratta di un servizio gratuito e anonimo, che potrebbe letteralmente salvare loro la vita», spiega la presidente della Cpo Tania Bonnici Castelli, «L'adesivo sarà apposto all'interno dei centri commerciali dietro le porte delle toilette femminili. Abbiamo capito che l'affissione in un luogo così intimo, forse l'unico dove la donna può rimanere sola, favorirà la diffusione di un messaggio in maniera protetta ed efficace - una modalità, questa, che da Teramo potrebbe essere rilanciata a livello nazionale. Obiettivo della nostra iniziativa, la quarta in ordine di tempo, è, come sempre, combattere la violenza di genere, in ogni sua forma, e ricordare alle donne che non sono sole e in caso di difficoltà possono chiedere aiuto in qualsiasi momento». Alla presentazione, tenutasi da remoto, hanno partecipato la consigliera delegata alle pari opportunità Beta Costantini, la vicepresidente della Cpo Mariagrazia Marinelli, la responsabile del servizio Annapaola Di Dalmazio e Attilio Di Sante in rappresentanza della famiglia che ha effettuato la donazione.
Nel corso dell'incontro online, sono stati illustrati anche i dati di questi ultimi mesi, relativi ai servizi della "Fenice" che mostrano un’impennata di richieste di aiuto subito dopo il lockdown: da gennaio fino al 18 novembre, sono state complessivamente 71 le donne accolte per la prima volta nel centro antiviolenza mentre in sette sono state ospitate nella casa rifugio.
Un fenomeno trasversale, che interessa vittime con ogni grado di istruzione - dalla licenza elementare alla laurea - e in cui l'autore della violenza è spesso il marito (31 i casi) o l'ex (18). «All’inizio del lockdown, il numero di donne che ci ha contattato per la prima volta è diminuito», spiegano in una nota le operatrici del centro antiviolenza, «Tuttavia, nei mesi successivi, in particolare maggio e giugno, tale dato è tornato a crescere». Come a dire che con il marito sempre in casa è difficile chiedere aiuto. Le donne sono state indirizzate verso il centro principalmente dalle forze dell'ordine e la fascia d'età più rappresentativa è quella tra i 41 e i 50 anni.
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