Adunata degli alpini Per gli hotel teramani si prevede un flop

20 Aprile 2015

Per ora le prenotazioni sono al di sotto delle aspettative Giovannelli (Federalberghi): si spera negli arrivi last minute

TERAMO. Per adesso è un flop. Poche prenotazioni e sparute presenze negli alberghi della costa: il raduno nazionale degli alpini coinvolge molto limitatamente il settore ricettivo teramano. Per il grande evento che si svolgerà a L'Aquila tra meno di un mese, dal 15 al 17 maggio, erano stati previsti grandi numeri per le presenze negli hotel del territorio teramano, dato che L'Aquila e le zone limitrofe non sarebbero state in grado di accogliere la grande massa di partecipanti al raduno (si parla di un numero di presenze che oscilla tra le 200.000 e le 400.000 persone, fra le quali oltre 70.000 alpini).

E invece gli operatori del settore confermano che le prenotazioni sono poche, sia perché la costa teramana, dove è situata la maggior parte degli alberghi, è piuttosto distante dal capoluogo di regione, sia perché gli alpini, per una sorta di legame affettivo con la città ferita, preferiranno restare al suo fianco alloggiando in strutture approntate per il raduno.

Tali dati sono confermati da Giammarco Giovannelli, presidente della Federalberghi Abruzzo, il quale se da un lato conferma come le aspettative legate al numero delle presenze nel teramano non siano state rispettate, dall'altro dichiara che ci sia ancora tempo per modificare tale dati. «La maggior parte delle presenze al raduno si stabilirà nella zona di L'Aquila, mentre sulla costa teramana finora si è registrato un numero contenuto di presenze», fa sapere Giovannelli, «inferiore alle aspettative. Ma il numero delle prenotazioni potrebbe variare anche in virtù del fatto che c'è chi si muoverà tardi e deciderà all’ultimo minuto».

C'è anche chi sottolinea come la previsione sulle presenze nel territorio teramano legate al raduno aquilano sia stata sopravvalutata, e che in realtà la manifestazione porterà in Abruzzo un numero minore di persone rispetto a quanto preventivato: è il caso di Roberto Mion, titolare degli omonini hotel a Silvi e Roseto, secondo cui il dato da evidenziare è che gli alpini non hanno “snobbato” gli alberghi teramani in favore di altre strutture, quanto il fatto che hanno dimostrato di essere legati all’Aquila e alla sua storia recente restando in città, anche in alloggi di fortuna. «Molti alpini saranno ospitati dalle famiglie aquilane o alloggeranno nei campi tenda predisposti in città, e questo è un modo per manifestare la propria vicinanza affettiva ad un luogo nel quale molti alpini intervennero per prestare soccorso in occasione del sisma», afferma Mion, il quale ospiterà un gruppo di partecipanti alla manifestazione provenienti dal Veneto e suoi clienti abituali. «Diverse strutture resteranno chiuse, le prenotazioni sono state poche», continua Mion, «ma questo si spiega bene anche con la distanza dell’Aquila dalla costa teramana: se in occasione del raduno dell'89 a Pescara le presenze negli alberghi della costa teramana furono appena discrete, figuriamoci adesso». Anche secondo l’albergatore giuliese Marco Di Carlo, infine, il numero delle prenotazioni effettuate non rispecchia quello inizialmente previsto, ma lo stesso non nega come vi saranno comunque presenze legate al raduno negli alberghi di Giulianova e della costa teramana.

Sandro Petrongolo

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