Aereo caduto, il proprietario in aula: «Fu un errore umano»

4 Luglio 2015

CORROPOLI. «La manutenzione era in regola. Il velivolo era adeguato per quei voli. Io credo ci sia stato un errore umano»: così dice in aula Cristiano Zaccari, 43enne di Roma, unico imputato nel...

CORROPOLI. «La manutenzione era in regola. Il velivolo era adeguato per quei voli. Io credo ci sia stato un errore umano»: così dice in aula Cristiano Zaccari, 43enne di Roma, unico imputato nel processo in corso per la tragica morte di Alessandro Palombi, il pilota di Latina che nell’agosto del 2008 morì a 24 anni, subito dopo il decollo dall’aviosuperficie di Corropoli, schiantandosi contro una collina con un Piper Pa 18. Zaccari è il legale rappresentante della società proprietaria dell’aereo che trasportava striscioni pubblicitari. Quella tragica mattina di agosto il Piper, che avrebbe dovuto far volare lo striscione pubblicitario lungo tutta la costa abruzzese, non riuscì a prendere quota dall’aviosuperficie di Corropoli e in una manciata di secondi finì contro il costone di una collina e prese fuoco. Il pilota morì carbonizzato. Inizialmente venne ipotizzato un problema tecnico del velivolo. Il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni dispose una perizia, che ha escluso un guasto tecnico ed ha attribuito la causa del disastro all’errore di manovra del pilota. Per questo il pm aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta. I familiari del pilota si sono opposti e il gip ha fatto l’imputazione coatta.