Aereo entra in mare dalla spiaggia: shock tra i bagnanti

19 Agosto 2015

Cologna, arriva la guardia costiera e accerta che il velivolo è assimilato a una barca. Ma il padrone rischia una multa

ROSETO. Quasi non credevano ai propri occhi i villeggianti presenti ieri mattina sulla spiaggia di Cologna quando all’improvviso hanno visto un piccolo aereo prima parcheggiato sull’arenile dal proprietario, un professionista teramano, e poi entrato in acqua. Ne è seguito un comprensibile allarmismo, tanto che qualcuno ha pensato bene di avvertire la Capitaneria di porto. In breve sul posto sono giunti gli uomini dell’ufficio locale marittimo di Roseto, i quali hanno verificato la situazione, tranquillizzando i turisti presenti.

«Si tratta di un aereo in grado di appoggiarsi sull’acqua», spiega il maresciallo Domenico Perruni, responsabile del Locamare di Roseto, «pertanto in quel caso assume tutte le caratteristiche di un natante». È un aereo che può comportarsi come una barca, quindi, ma comunque vederselo all’improvviso vicino agli ombrelloni, anche se a motore spento, per poi entrare in mare, non è sembrato un fatto normale ai bagnanti colognesi. I quali, peraltro, hanno anche pensato che l’aeroplano avesse avuto un guasto. «Nessun problema tecnico», tiene a precisare il maresciallo Perruni, «né inconvenienti alle persone: sono state eseguite manovre assolutamente previste dal regolamento nazionale che consentono a tali velivoli di ammarare ed entrare nel cosiddetto corridoio di lancio, cioè il tratto di mare delimitato da boe e riservato alle imbarcazioni per entrare e uscire dagli appositi rimessaggi».

Uno di questi, chiamati in gergo marittimo ‘alaggi’ per barche, è stato attivato proprio a Cologna Spiaggia con un apposito provvedimento comunale. Ma non è detto che il proprietario potesse accedervi. «Dovremo ora verificare», spiega infatti Perruni, «se il regolamento comunale consenta a tali velivoli di accedere al rimessaggio in questione». In caso negativo, il padrone dell’aereo rischia di vedersi appioppata una sanzione amministrativa.

Federico Centola

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