Affitto dell’ex Oviesse i cinesi restano fuori

19 Febbraio 2015

Bocciata la loro proposta perché la documentazione presentata è incompleta Strada spianata per Lattanzi, che vuole aprire un mega negozio di abbigliamento

TERAMO. Chi temeva che l’ex Oviesse potesse riaprire per mano dei cinesi può stare tranquillo, non sarà un gruppo asiatico a riaprire le saracinesche dei locali di corso San Giorgio chiusi da oltre un anno. Ieri mattina la commissione tecnica del Comune si è riunita per valutare l’ammissibilità delle offerte economiche dei due concorrenti in gara. Una era quella presentata a nome del brand “SottoSopra” di proprietà di Tiziano Lattanzi, noto commerciante teramano titolare di quattro punti vendita (by Tiziano di San Nicolò, un outlet e altri due negozi di abbigliamento in via Carducci). Quanto alla proposta pervenuta agli uffici che si presentava come “Iperstore Due”, dietro c’era un gruppo cinese riconducibile alla proprietà di un altro megastore in via Melozzi a Villa Pavone. Questa proposta ha trovato la bocciatura da parte della commissione, che ha trovato incompleta la documentazione da produrre. Pertanto dalla corsa è stato escluso il gruppo asiatico.

Il passaggio però non si traduce ancora in una aggiudicazione definitiva dal momento che la commissione valutatrice si riunirà la prossima settimana per entrare nel merito della proposta tecnica dopo aver valutato l’ammissibilità economica. Intanto gli osservatori teramani preoccupati dagli appetiti commerciali cinesi possono stare tranquilli: la strada per l’aggiudicazione è spianata per la proposta di Lattanzi, che intende trasformare quegli spazi in un grande polo per la vendita di abbigliamento e accessori dai grandi marchi fino alle proposte per “tutte le tasche”.

All’apertura delle buste erano presenti anche uomini della Digos, inviati dalla questura per garantire ordine nello svolgimento delle operazioni, forse impensieriti da eventuali azioni di protesta dopo l’occupazione dei locali per mano di un gruppo di artisti lo scorso anno. E’ probabile che si debba attendere ancora qualche mese prima dell’apertura visto che i locali, 600 metri quadrati a piano terra e oltre 2mila al piano interrato, necessitano di lavori di ristrutturazione e adeguamento alle nuove normative antincendio. Per il Comune, qualora andasse in porto l’aggiudicazione definitiva, sarebbe un risultato importante dal punto di vista economico visto che si partiva da una base d’asta annuale di 120mila euro e che l’affidamento è esteso per dieci anni prorogabili ad ulteriori dieci. Il bando ha puntato molto nell’attribuzione del punteggio alla riqualificazione di quegli spazi e lo stesso Lattanzi conferma di avere come obiettivo la creazione di un centro che sia esclusivo non solo nella proposta dei capi in vendita, ma anche negli arredi, e possa richiamare acquirenti da fuori provincia.

Marianna De Troia

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