Agenti penitenziari, c’è la protesta

4 Aprile 2024

Martedì 9 un sit-in nel piazzale davanti al carcere organizzato dai sindacati

TERAMO. Scatta la manifestazione di protesta della polizia penitenziaria. È in programma per martedì 9 il sit-in davanti al carcere di Castrogno organizzato dai sindacati per denunciare le criticità relative alla struttura e alle condizioni di lavoro del personale. In una lettera-appello indirizzata alle istituzioni Giuseppe Pallini (Sappe), Nicola Di Felice (Osapp), Massimo Scardicchio (Uspp) e Roberto Cerquitelli (Cgil) ricordano i motivi della contestazione. «La presenza di circa 440 detenuti in sovrannumero di quasi il 200% ha condotto ad un esponenziale aumento degli eventi critici, dovuto anche a scelte assolutamente non condivisibili della direzione quali quella di ridurre e accorpare posti di servizio nevralgici o di imporre un drastico e frettoloso piano di recupero ferie», affermano, «che, se sul piano logico aveva la giusta funzione di evitare un danno erariale allo Stato, sul piano fattuale e in queste modalità ha sguarnito ancora di più l’istituto di personale, costringendo al contempo quello presente a sopperire alle lacune createsi da codesta scelta gestionale».
I sindacati esprimono contrarietà sulla «gestione scellerata» dell’Ufficio servizi. «Senza mai evidenziare alla direzione la svolta peggiorativa sulle condizioni di lavoro causata da ferie forzate e aumento del carico di lavoro per il personale, questo ha fatto ricorso eccessivo alle ore di straordinario del personale, specie quello a turno, lavorando ogni giorno in via emergenziale per ovviare ai problemi da esso stesso creati», osservano, «l’Ufficio servizi si è, inoltre, reso autore di gravi ritardi nella programmazione mensile delle turnazioni e di errori madornali come segnare nel servizio giornaliero chi era in malattia da giorni o chi aveva già effettuato il turno di notte; ha programmato doppiturni di 12 ore anche senza l’assenso dell’interessato; ha scoperto tutti i posti di servizio che potevano essere scoperti portando allo sfinimento i pochi poliziotti rimasti; per incompetenza organizzativa ha consolidato la prassi di assegnare nel turno mattutino un solo collega per sezione con cento detenuti o per posti di servizio dove è richiesta la necessaria presenza di almeno due addetti ; non ha assicurato il cambio al personale in servizio, anche esterno, da più di 12 ore; ha richiamato personale a qualsiasi ora e nei giorni in cui erano stati concessi dei congedi».
Per i sindacati la carenza del 35% dell’organico nel carcere teramano è allarmante anche alla luce di dati specifici. »Parte del personale è stato messo in congedo di pre-pensionamento; altra parte, pur essendo formalmente considerato in pianta organica, è attualmente assegnato al gruppo operativo mobile e non può essere utilizzato», sottolineano, «la direzione ha provveduto infine a porre in ferie tutto il personale che nel corso degli anni ha accumulato giorni di congedo ordinario, pena la perenzione degli stessi qualora non fruiti. Ad aggravare ulteriormente il dato sta la circostanza che la carenza di organico è stata calcolata prendendo in considerazione la capienza massima dell’istituto di 255 detenuti, portando il coefficiente personale/utenti ristretti dallo 0,45% ad una futura percentuale disastrosa. L’aumento degli eventi critici e il moltiplicarsi delle attività connesse delineano, pertanto, un quadro critico che impone un deciso intervento sul piano delle assegnazioni e, se ciò non fosse sufficiente, con uno sfollamento di almeno 50 detenuti».