Aggiornamento prezzi, slitta la decisione

Sospeso il varo della misura sugli interventi privati: la Regione Marche chiede adeguamenti più alti
TERAMO . Resta sospesa la misura di contrasto al caro prezzi per la ricostruzione privata. La cabina di coordinamento riunita ieri avrebbe dovuto dare il via libera, oltre ai bandi per i sostegni alle imprese previsti dal fondo completare del Pnrr per i crateri 2009 e 2016, anche all’ordinanza del commissario Giovanni Legnini che mette mano a un’altra questione aperta: quella dell’aggiornamento di costi e contributi agli interventi sugli immobili resi inagibili dal sisma del Centro Italia. Il provvedimento prevede l’adozione sia di un nuovo prezzario, che tenga conto del rincaro dei materiali, sia l’incremento del costo parametrico, ovvero degli strumenti che servono per determinare il contributo di ricostruzione.
Su questo punto però, già prima della riunione di ieri, è stata registrata una presa di posizione della Regione Marche, la più colpita dai terremoti del 2016 e 2017, improntata allo scetticismo. Il presidente Francesco Acquaroli e l’assessore regionale con delega alla ricostruzione Guido Castelli hanno auspicato un aumento del prezzario e del costo parametrico nell’ordine del 25-30%, e non del 15% come sembra fosse previsto nell’ordinanza preparata da Legnini. Dalla cabina di coordinamento, che raggruppa i vari enti coinvolti nella gestione del post-sisma, sarebbe dovuta emergere una sintesi che evidentemente non è stata ancora perfezionata. L’ordinanza su prezzario e costi parametrici, infatti, non è stata ricompresa tra gli atti che hanno ricevuto il via libera da parte dell’organismo.
Un ulteriore risultato è stato raggiunto, però, per la ricostruzione pubblica. Ne parla Castelli a margine di un incontro con il sub commissario Gianluca Loffredo. «Abbiamo voluto approfondire il tema dell’inadeguatezza degli stanziamenti disposti nell’ordinanza 109 riservata alle opere pubbliche», spiega, «in cui molte opere sono state sottostimate rispetto ai reali fabbisogni finanziari che si sono poi determinati all’esito della progettazione reale. Da questo punto di vista abbiamo sollecitato il commissario a trovare una soluzione che è quella di creare un fondo aggiuntivo da cui attingere volta per volta e in grado di non inibire l’avvio dei lavori». (g.d.m.)

