Aggredirono arbitro di 17 anni: nei guai dirigente e due calciatori

13 Giugno 2016

La Digos di Teramo ha terminato le indagini sulla partita Real Castelnuovo-Giulianova Annunziata del 10 aprile scorso: dopo la condanna della giustizia sportiva, in arrivo il processo penale per minacce, invasione di terreno di gioco e lesioni personali dolose

TERAMO. A due mesi dall'aggressione e dopo le condanne della giustizia sportiva, arriva la conclusione dell'indagine condotta dalla Digos di Teramo per le lesioni riportate da un arbitro teramano di 17 anni, M.R., impegnato nella direzione di gara della partita Real Castelnuovo-Giulianova Annunziata, campionato di seconda categoria girone E. Il 37enne ex presidente della società di casa, Giovanni Tini, è stato denunciato, insieme a un suo giocatore 22enne, per invasione di terreno di gioco, tra l'altro non essendo nemmeno a referto della gara.

[[(standard.Article) Picchia l'arbitro alla testa, squalificato per cinque anni

Un altro giocatore del Real Castelnuovo, 31enne, Fabrizio Salvatorelli, è stato denunciato per lesioni personali dolose, essendo stato identificato come il calciatore che colpì l'arbitro alle spalle con un pugno alla testa. Tutti e tre i tesserati sono stati segnalati alla Procura anche per minacce. L'episodio risale al 10 aprile scorso, sul campo di Castelnuovo Vomano, frazione di Castellalto (Teramo). Il direttore di gara, che decretò un rigore a favore della squadra ospite, fu accerchiato dai giocatori di casa e minacciato dal presidente, arrivato sul terreno di gioco dopo una corsa di 40 metri. Durante le proteste l'arbitro era stato colpito riportando lesioni giudicate guaribili in 12 giorni e fu salvato dall'aggressione da una volontaria del soccorso che si trovava a bordo campo. Non essendo più contemplata la radiazione dai ruoli, il calciatore Salvatorelli è stato sospeso per cinque anni; per il presidente, che si era immediatamente dimesso, ha pagato la società con la sconfitta per 0-3 a tavolino più la multa di mille euro. Tutti e tre risponderanno in sede penale (e poi civile per i risarcimenti dei danni morali e materiali) del comportamento violento che ha indignato il mondo sportivo nazionale e non solo.