Agguato a Silvi, perizia sul cellulare dell’arrestato

Colpo di pistola al capo della Motorizzazione civile, incidente probatorio sul traffico del telefono che l’uomo aveva in uso a Londra prima del fermo
SILVI. Un incidente probatorio per esaminare il traffico di chiamate in entrata e in uscita sul telefono cellulare che aveva in uso durante la sua permanenza a Londra, prima di essere arrestato. Si arricchisce di un nuovo passaggio la complessa inchiesta in cui il 36enne di Silvi Doriano Mancinelli è accusato di aver sparato un colpo di pistola contro l'auto guidata da Nino Mario Presutti, il 57enne direttore della Motorizzazione di Chieti. L’incidente probatorio, chiesto dalla Procura, si è svolto ieri mattina davanti al gip Domenico Canosa. L’esame del telefonino, dopo l’incarico affidato ai consulenti, inizierà tra qualche settimana e, in considerazione della formula dell’incidente probatorio, vi prenderà parte anche il consulente nominato dalla difesa di Mancinelli rappresentata dall’avvocato Ernesto Picciuto.
Mancinelli a marzo è stato arrestato a Londra e successivamente estradato in Italia, prima nel carcere di Rebibbia e poi in quello di Teramo. Il pm Greta Aloisi, al termine di complesse indagini svolte dai carabinieri, gli contesta il tentato omicidio e con questa accusa ha chiesto ed ottenuto dal gip Roberto Veneziano l'ordinanza di custodia cautelare che si è trasformata in un mandato di arresto internazionale visto che da qualche mese l'uomo era a Londra per motivi di lavoro. Secondo gli investigatori l'uomo in sella ad uno scooter e con il volto coperto da un casco integrale ripreso dalle telecamere subito dopo l'agguato è Mancinelli. Resta da chiarire il perchè di quel colpo di pistola esploso contro lo sportello dell'auto di Presutti: l'uomo potrebbe aver agito su commissione? Un interrogativo che, per ora, resta senza risposta. L'agguato avvenne alle 7.40 dell'8 giugno dell'anno scorso. Quella mattina Presutti, direttore della Motorizzazione di Chieti, originario dell'Aquila e residente a Silvi, uscì come sempre dalla sua abitazione, salì sulla sua Toyota e si diresse verso la statale 16. Ma quel giorno percorse meno di 500 metri: uno Scarabeo 125 con in sella un uomo con un casco integrale nero, che lo stava aspettando appostato nelle vicinanze, si affiancò all'auto, dalla parte del guidatore. L'uomo tirò fuori una pistola, probabilmente un'automatica calibro 9, ed esplose un colpo. Il proiettile, fortunatamente, non raggiunse Presutti: si conficcò nella carrozzeria, causando anche la rottura del vetro del finestrino. Lo scooterista non tentò di sparare un secondo colpo, ma accelerò e scappò. Presutti ha sempre detto di non aver mai ricevuto minacce nè per questioni di lavoro nè per questioni personali. Subito dopo i fatti e per qualche mese la prefettura gli assegnò una vigilanza particolare.
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