Agguato di Silvi, saranno sentiti i colleghi di lavoro di Presutti

11 Giugno 2016

SILVI. E’ un’indagine che si annuncia lunga e complessa quella sull’agguato di Silvi, ma con gli investigatori ormai convinti che la chiave di tutto sia nell’attività professionale di Nino Mario...

SILVI. E’ un’indagine che si annuncia lunga e complessa quella sull’agguato di Silvi, ma con gli investigatori ormai convinti che la chiave di tutto sia nell’attività professionale di Nino Mario Presutti, il 57enne direttore della Motorizzazione di Chieti residente a Silvi a cui mercoledì mattina qualcuno ha esploso un colpo di pistola mentre era in auto nella cittadina adriatica. Già nelle prossime ore gli investigatori, coordinati dal pm Greta Aloisi, cominceranno a sentire i colleghi di lavoro del dirigente nella loro veste di persone informati sui fatti con l’obiettivo di ricostruire alcune vicende. Intanto continua l’esame dei due fotogrammi estrapolati dalle immagini di alcune telecamere della zona che potrebbero aver immortalato il volto dell’attentatore senza il casco integrale che indossava nel momento in cui si è accostato alla vettura di Presutti. E anche ieri Presutti, a cui il prefetto ha assegnato una vigilanza particolare, è stato risentito dagli investigatori. Il fatto è avvenuto alle 7.40 di mercoledì: a quell’ora la Toyota Prius di Presutti appena uscita da via Piave (come ogni mattina l’uomo era uscito dalla sua abitazione per raggiungere Chieti) si stava dirigendo verso la statale 16. Ma ha percorso meno di 500 metri: uno Scarabeo 125 con a bordo l’uomo con un casco integrale, che evidentemente lo stava aspettando nelle vicinanze, si è affiancato all’auto, dalla parte del guidatore. L’uomo ha tirato fuori una pistola e ha sparato un colpo. Il proiettile fortunatamente non ha raggiunto Presutti: si è conficcato nella carrozzeria, causando anche la rottura del vetro del finestrino.(d.p.)

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