Agro-BioServ, scattano i lavori: il centro sarà pronto per fine 2025

8 Agosto 2024

L’incubatore d’imprese dell’ateneo sta per diventare realtà: potrà produrre alimenti salutistici Già partiti i cantieri negli edifici da anni in abbandono di ex mensa ed ex casa dello studente

TERAMO. Ricerca, innovazione, ma anche una vetrina per il settore agroalimentare abruzzese. L’Università di Teramo è in prima linea per la realizzazione del centro europeo Agri-BioServ, incubatore di ricerca e di nuove imprese nei settori agroalimentare, settore sanitario e biomedicale, con la produzione di alimenti salutistici ad alto valore aggiunto. Dalla progettazione si è passati al cantiere per la realizzazione di impianti pilota (uno di vinificazione, un frantoio e un caseificio) negli edifici in disuso della ex mensa di Coste Sant'Agostino e nell'attigua ex casa dello studente, oltre che un laboratorio di medicina traslazionale con sede nel campus universitario. Nell'ex casa dello studente ci sarà anche un centro di documentazione internazionale su normativa e diritto ambientale e alimentare.
«Il cantiere è partito», ha fatto sapere il rettore Dino Mastrocola, «e la conclusione dei lavori indicativamente è fissata per fine 2025. Con questa operazione abbiamo recuperato l’ex mensa universitaria e l’ex casa dello studente». Il progetto dell’Agri-BioServ si sviluppa così: «È composto dagli impianti pilota e dal centro sull’agroalimentare interregionale, dal laboratorio di medicina traslazionale, che è a Colleparco al 4° livello del polo Spaventa; e, poi, l’altra parte è dedicata alla facoltà d Veterinaria», continua Mastrocola, che spiega la missione di questo progetto. «Per quanto riguarda la parte legata a Bioscienze tutto ruota attorno agli impianti pilota, ovvero sistemi di lavorazione e trasformazione degli alimenti che possono essere utilizzati sia per la ricerca applicata, come i tirocini per i nostri studenti, ma anche come servizio per le aziende del settore. Il laboratorio di medicina traslazionale, lavora a livello cellulare e tessutale con tecniche rigenerative applicabili alla One Health», ovvero l'interconnessione tra salute umana, animale e ambientale, e l'intersezione di più discipline mediche. «Poi c’è tutta la parte legata a Veterinaria, come il potenziamento dell’ospedale, gli stabulari per i grandi animali e altri progetti. Praticamente», continua il rettore dell’ateneo teramano, «è un sistema integrato che ha usufruito di più finanziamenti e che consente un approccio legato alla formazione, alla ricerca sia di base che applicata, ma, soprattutto, al servizio per le aziende del settore». I fondi stanziati negli anni hanno avuto diverse destinazioni, come la ricerca, le infrastrutture, le attrezzature e l’area delle risorse umane. Sommando il primo finanziamento Agro-BioServ al finanziamento di Veterinaria, più i fondi del cratere sismico, sono stati stanziati oltre 50 milioni di euro.
Questo progetto, per Dino Mastrocola, è molto importante: «I vantaggi per l’Università sono molteplici, visto che andiamo a dotarci di attrezzature e impianti per la ricerca, quindi daremo ai nostri studenti la possibilità di svolgere il tirocinio direttamente con attrezzature e impianti all’avanguardia, senza dimenticare il rafforzamento della collaborazione con il settore produttivo per mettere a punto nuovi progetti e iniziative anche conto terzi».
L’Agro-BioServ potrebbe davvero rilanciare il settore agroalimentare in Abruzzo, calcolando i percorsi formativi ad hoc, i progetti con le aziende e l’enorme potenziale delle strutture. Con la speranza che faccia breccia nel cuore delle generazioni future il concetto che il settore toccato dal centro Agro-BioServ potrebbe essere una miniera d'oro e quindi scelto come investimento formativo e professionale.
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