Ai Tigli asfalto a pezzi e vestiti abbandonati

TERAMO. Un mucchio di vestiti abbandonati ai piedi un lampione, la pavimentazione scrostata del marciapiede intorno al monumento ai cadute e le buche per strada. Sono questi i sintomi dell'incuria...
TERAMO. Un mucchio di vestiti abbandonati ai piedi un lampione, la pavimentazione scrostata del marciapiede intorno al monumento ai cadute e le buche per strada. Sono questi i sintomi dell'incuria di cui, secondo i cittadini della zona, sono vittime viale Mazzini e i giardini intitolati all'ex sindaco Carino Gambacorta. Se non si tratta di segnali di abbandono, per i residenti questi sono indici di disattenzione da parte del Comune.
«Quei vestiti lasciati stanno lì da una settimana», fanno sapere, «e nessuno finora li ha tolti». I cittadini sollecitano un intervento di pulizia degli addetti alla cura del verde che rimuova i capi di abbigliamento lasciati nell'aiuola tra l'imbocco del Lotto zero in direzione Montorio e il vialetto di accesso alla caserma Costantini. «Quanti altri giorni dovranno passare», chiedono i residenti, «perché qualcuno in municipio si accorga di quegli indumenti abbandonati?». Da sistemare ci sarebbero anche alcune lastre di porfido che formano il pavimento del marciapiede lungo il perimetro esterno del movimento ai caduti. In tre punti la superficie dello spazio riservato ai pedoni è deteriorata e forma sconnessioni che, secondo i cittadini, risultano pericolose per chi non fosse particolarmente attento a dove cammina. Non va meglio lungo la strada che costeggia l'area verde: è rovinata da buche e screpolature dovute anche a scavi per lavori ricoperti in modo non efficace. Il problema degli asfalti corrosi e rappezzati male esiste in diverse zone, ma qui secondo i residenti necessita di soluzioni non più rinviabili. I cittadini, però, segnalano anche carenze che non riguardano solo la manutenzione stradale o la pulizia. All'estremità dei giardini che affaccia verso il monumento ai caduti non c'è più la targa d'intitolazione dell'area a Gambacorta. E' rimasto solo il supporto piantato a terra. «La targa è sparita da oltre un mese», fanno notare i residenti, «ma anche in questo caso nessuno si preoccupa di rimetterla».
Gennaro Della Monica
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