«Aiutate mia figlia, non si muove più»

Appello di una madre per una malata di sclerosi che ha bisogno di fisioterapia. La Asl: «La aiuteremo»
TERAMO. Un appello perchè la figlia, malata di sclerosi multipla, venga sottoposta a un ciclo di riabilitazione in un centro specializzato. Lo rivolge una madre teramana, Luisa Marini, ai vertici della Asl.
«Ho una figlia che ha la sclerosi multipla, ha 48 anni, e non si muove più. E' seguita all'ospedale dell'Aquila. Gli specialisti le dicono che deve fare la fisioterapia, ma riesce a fare solo un'ora e mezzo due giorni a settimana al centro ambulatoriale Sanstefar di Teramo. Loro sono bravi, ma ormai è davvero troppo poco, non fa più niente. Ho chiesto di fare più ore, ma la Asl non paga». La madre vorrebbe per A.D.L. un ricovero per un periodo in un centro specializzato, che possa portare sollievo alle sofferenze della figlia. «Io sono disposta a pagare, dò tutta l'indennità di accompagnamento purchè mia figlia stia meglio», continua Luisa Marini, «ormai ho bisogno persino dell'aiuto per alzarla e metterla a letto. All'Aquila dove è in cura non mi danno risposte. Ho fatto richiesta al centro di Sulmona, ma è passato ormai un anno ma non danno risposta. Non posso stare in queste condizioni, per una mamma è terribile vedere mia figlia che non si muove più per niente. Non c'è posto da nessuna parte. Per questo rivolgo un appello al direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia e al responsabile della medicina sul territorio Valerio Profeta. Ci aiutino perchè mia figlia peggiora sempre di più e magari anche solo 15 giorni di terapia consecutiva in un centro specializzato migliorano la situazione. Questo appello che faccio sul giornale per me ormai è l'ultima speranza».
La Asl risponde prontamente: «La Asl è a sua disposizione», annuncia Profeta, «E' sufficiente che attraverso medico di famiglia faccia richiesta specifica alla Uvm per il ricovero in una struttura. E poi sarà sottoposta a visita e si vedrà qual è il bisogno specifico della paziente». (a.f.)
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