Aiuti alle imprese, Giulianova in pole per l’area di crisi semplice

Per l’assessore regionale Lolli il sistema che forma con Roseto e Mosciano è l’unico con i requisiti Si avvicina intanto la firma dell’accordo quadro per la Vibrata, si spera in 20 milioni dal governo
GIULIANOVA. Un’area di crisi semplice, accanto a quella complessa Vibrata-Tronto. E l’orientamento è di chiederla al ministero proprio per la zona Giulianova- Roseto.
E’ questa la sintesi della riunione dell’Opes, l’Osservatorio dello sviluppo istituito in Provincia, che si è riunito ieri alla presenza del vicepresidente della Regione Giovanni Lolli. E si è parlato anche del riconoscimento di un’area di “crisi semplice”. I criteri per la scelta, in questo senso, sono piuttosto stringenti e dettati dal ministero dello Sviluppo anche se poi a deliberare deve essere la Regione. Le aree di crisi semplice possono essere scelte fra i “sistemi locali di lavoro“ individuati dall’Istat: in provincia di Teramo ce ne sono quattro oltre alla Vibrata, e sono quelli di Atri, Pineto, Silvi; Giulianova, Mosciano, Roseto, Notaresco e Morro D’oro; Teramo e i Comuni dell’area interna (21 complessivi); i comuni della Val Fino che però stanno insieme con Vestina.
Come ha specificato Lolli «l’unica area che non sfora il criterio demografico è quello di Giulianova, non abbiamo ancora deciso anche perché siamo consapevoli dell’impatto anche politico di questa decisione. Se ci sono altre valutazioni fatemele conoscere al più presto».
«I comuni della Val Fino rientrano nell’area di crisi semplice dell’area vestina», ha spiegato il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, «noi stiamo ancora lavorando per verificare margini di flessibilità degli indicatori ministeriali ma è possibile che la Regione scelga Giulianova perché è l’unica area che rispetta gli indicatori individuati». Per quanto riguarda la Vibrata entro la fine dell’anno Invitalia – soggetto attuatore del progetto – bandirà una manifestazione d’interesse per “misurare” l’attenzione e l’interesse delle imprese; a dicembre si dovrebbe firmare l’accordo quadro con le Regioni e a febbraio dovrebbero uscire i primi bandi.
Al finanziamento del governo (non ancora quantificato ma che ci si auspica sia sui 20 milioni) si affiancherà quello della Regione Abruzzo che ha stanziato 23 milioni per aree di crisi complesse e semplici. E’ probabile che la Vibrata possa contare su altri 4/5 milioni di euro regionali, più altri fondi. Le prime misure regionali a sostegno del mondo produttivo riguarderanno: ricerca; aree di crisi; credito.
Il nodo del credito – non più i tassi di interesse ma proprio l’accesso – è il primo dei punti «delle cose da chiedere e che rilevano gli imprenditori» nel report preparato dalla Provincia, condiviso ieri dall’Opes e che diventerà un documento ufficiale da inviare a Regione e Coordinamento nazionale dell’area di crisi Vibrata-Tronto-Piceno.
Sul credito, questa la proposta uscita ieri anche grazie alla disponibilità della Regione, «si potrebbe prevedere un progetto pilota incontrando il sistema del credito e i Confidi con un intervento del Fondo centrale di garanzia». Altro tasto dolente per gli imprenditori: i tempi, sempre troppo lunghi che spesso compromettono la buona riuscita degli interventi. Fra le proposte quella di riconvertire luoghi esistenti – come il centro fieristico di Sant’Egidio – per trasformarlo in un laboratorio di servizi avanzati – marketing, comunicazione, design, internazionalizzazione – che possa essere utilizzato da tutte le imprese.
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