Aiuti da enti e privati per i Prati di Tivo

15 Luglio 2018

È la soluzione emersa dall’assemblea in cui si è discusso della gestione degli impianti che non si regge solo con gli incassi

PIETRACAMELA. Un bando pubblico pluriennale per affidare la gestione degli impianti ai privati e che possa mettere sul piatto anche altri servizi. Il tutto coinvolgendo i vari attori del territorio chiamati a dare degli aiuti perchè gli impianti, da soli, non sono remunerativi e non consentirebbero una gestione economicamente sostenibile. E’ la soluzione per il rilancio di Prati di Tivo e dell’intero comprensorio della montagna teramana emersa dall’assemblea di venerdì sera “Gran Sasso teramano: gli impianti, la sicurezza, il futuro” nella gremita sala multimediale ai Prati. Un incontro in cui la Provincia ha presentato i conti e i costi dopo un anno mezzo di gestione diretta degli impianti dei quali è proprietaria con la Gran Sasso Teramano (budget spese complessivo oltre 847mila euro; ricavi 298mila di cui 90mila in inverno e 208mila d’estate) e sono state avanzate proposte per il futuro.
Il comprensorio, infatti, da anni perde turisti e imprenditori disposti a investire e gli operatori del settore soffrono. «Non si può andare avanti senza programmazione e con aperture a singhiozzo», ha lamentato il sindaco di Pietracamela Michele Petraccia, «il nostro lo stiamo facendo, ma gli enti superiori ci devono aiutare e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione». E l’unione delle forze è stato l’impegno assunto da tutti i partecipanti. «Quello che è stato fatto nel passato non si può più fare», ha detto il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, «solo con gli impianti di risalita non ci sono i margini per una gestione virtuosa. Si deve cambiare con l’affidamento nel lungo periodo, un piano industriale e un progetto strategico che vede tutti i soggetti pubblici coinvolti». Un progetto “sostenibile economicamente ed ecologicamente” come lo ha definito il vicepresidente alla Regione Giovanni Lolli. «Non possiamo andare avanti mettendo pezze», ha aggiunto Lolli, «portateci una proposta sostenibile e la Regione farà la sua parte. Non si può più intervenire con fondi pubblici nella gestione degli impianti; potremo finanziare un piano di investimenti che migliori e differenzi servizi e offerta turistica ma gli operatori privati devono metterci progettualità e risorse economiche». Disponibili a fare la propria parte si sono dichiarati i presidenti del Parco Tommaso Navarra e della Camera di commercio Gloriano Lanciotti. E una sollecitazione al cambiamento è arrivata dal deputato 5Stelle Fabio Berardini: «La gestione pubblica della Gran Sasso è stata fallimentare ed è per questo che chiediamo un impegno immediato al presidente Di Sabatino a pubblicare un bando per la gestione invernale eai organizzare un tavolo con i rappresentati istituzionali e all’assessore Giorgio D’Ignazio di coordinare gli operatori e gli enti coinvolti: la Regione nel turismo ha competenza esclusiva».
Alcuni imprenditori del polo regionale di bioedilizia hanno presentato una proposta di investimento privato. «Siamo disposti a collaborare con gli attori del territorio per implementare le reti di impresa e portare più di 30 nuove attività che attirerebbero un turismo trasversale e altri imprenditori», ha concluso il vicepresidente Antonio Cilli.
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