Aiuto di pochi euro alle imprese della pesca

20 Luglio 2022

La Regione impegna per il caro gasolio un fondo di 350mila euro da dividere tra 446 operatori

GIULIANOVA. Il presidente del Cogevo Abruzzo, nonché delegato nazionale di Federpesca per il settore molluschi, Giovanni Di Mattia, ha partecipato nei giorni scorsi a Pescara alla Conferenza regionale della pesca convocata per affrontare e discutere dei problemi del settore. La conferenza si è espressa in relazione alle modalità di utilizzo delle risorse presenti sul Fondo unico delle Politiche della pesca a valere sull’esercizio 2022. Afferma Di Mattia: «È stato deciso di distribuire 350.000 euro con destinazione specifica all’erogazione di sostegni economici a favore degli esercenti del settore ittico. La misura è stata adottata al fine di fronteggiare l’emergenza scaturita principalmente dal caro carburanti, instauratosi ormai da diversi mesi senza alcun segnale di inversione di marcia».
La provvidenza riguarderebbe 446 imprese di pesca operanti lungo tutto il litorale abruzzese: 103 pescherecci adibiti alla pesca delle vongole, 232 barche definite “piccola pesca”, 111 imbarcazioni destinate allo strascico, volanti e lampare. I 350.000 euro sono fondi esigui rispetto alle spese cui gli armatori vanno incontro: a conti fatti, in media a ogni impresa spetterebbe un importo “una tantum” di circa 785 euro. Per un peschereccio di medie dimensioni la cifra non sarebbe sufficiente nemmeno per un pieno di gasolio. Sul punto il presidente del Cogevo conclude: «Certamente il fondo non è sufficiente per soddisfare pienamente gli operatori del settore, ma rappresenta un segnale di sensibilità da parte dell’assessorato alla pesca, conscio delle problematiche che affliggono il settore». Il fatto che sia stata raggiunta la somma massima da distribuire di 350.000 euro fa comprendere che non esisterebbero grandi aiuti, ma solo dei palliativi che allungano la sofferenza di chi lavora e ha impegnato del capitale di rischio sui pescherecci.
Intanto, in questo mare d’incertezza, sta per arrivare il programmato fermo pesca che scatterà il 13 agosto prossimo per concludersi il 21 settembre. Meno di un mese di pesca ancora e poi tutte le barche dedite allo strascico dovranno consegnare i documenti di bordo all’autorità marittima. Il problema del caro carburante verrà momentaneamente accantonato, ma si ripresenterà il 21 settembre quanto le attività marinare riprenderanno in pieno. Non è escluso che la categoria possa organizzare una protesta vigorosa per difendere il proprio lavoro.
Alfonso Aloisi