Al Centro per l’istruzione adulta in aumento diplomi e attestati

MONTORIO. E’ un bilancio più che positivo quello che, a fine anno scolastico, fa Pierluigi Bandiera, dirigente scolastico del Centro provinciale per l’istruzione adulta (Cpia) che opera su Montorio,...
MONTORIO. E’ un bilancio più che positivo quello che, a fine anno scolastico, fa Pierluigi Bandiera, dirigente scolastico del Centro provinciale per l’istruzione adulta (Cpia) che opera su Montorio, Teramo, Nereto e Silvi. Il Cpia, che grazie ad accordi ulteriori con Comuni e associazioni presenti sul territorio ha lavorato quest'anno anche su Basciano, Castelnuovo Vomano, Cellino, Feudo di Castelnuovo, Martinsicuro, Alba Adriatica, Roseto e Atri, ha rilasciato ben 290 attestati di competenza in italiano come seconda lingua (L2), 24 diplomi di scuola media e sei certificazioni di competenze dell’obbligo di istruzione (primo biennio delle superiori). Infine, sono stati quattro gli attestati di competenza di 200 ore rilasciati ai minori non accompagnati e in carcere. A questi numeri vanno ad aggiungersi i 280 attestati di frequenza o di competenza raggiunti parzialmente in L2, scuola media e biennio scuola superiore. «Questi», spiega il dirigente del Cpia, «avranno comunque la possibilità di vedersi riconosciuti i crediti l'anno prossimo, in modo da poter proseguire e concludere gli studi avviati».
Ma il dirigente del Cpia al di là dei numeri positivi non nasconde alcune criticità, come quella della sede. «Questa di Montorio», spiega, «è la terza sede in tre anni che cambiamo». Dal palazzo che ospitava l’istituto programmatori Pascal in pieno centro a Montorio, il Cpia è passato, dopo il terremoto, al terzo piano della scuola primaria di Montorio, per finire da settembre scorso nel complesso de “Il Melograno”, in largo Marisa Ferrari, dove tuttora si trova. «Non abbiamo, inoltre, una segreteria su Teramo, centro che è più facilmente raggiungibile», aggiunge il dirigente. Pierluigi Bandiera lancia, pertanto, un appello al mondo politico per avere un locale a Teramo. «L’ideale sarebbe», spiega, «avere una sede ad uso esclusivo. Mi rendo conto che è difficile, ma per noi è importante avere dei locali che siano disponibili per attivare i corsi mattutini tra l'altro molto richiesti dalle donne che, al momento non possiamo erogare, per mancanza di spazi. Essere ospitati nelle scuole presenta non poche difficoltà», aggiunge, «per via della presenza di adulti e bambini contemporaneamente. Chiediamo, pertanto, attenzione da parte delle amministrazioni, poiché la nostra è una scuola penalizzata».
Quella del Cpia è una scuola inquadrata per legge come scuola media, ma che di fatto necessiterebbe anche di accordi con le scuole superiori del territorio per attivare corsi per adulti, in modo da consentire la prosecuzione del percorso di studi dei frequentanti, per il 90% stranieri con un’età che va dai venti ai quarant’anni circa.
Catia Di Luigi
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