Al freddo, senza cibo e medicine «Siamo stremati, aiutateci»

21 Gennaio 2017

Da Macchia, da Borea e Cermignano: le storie di chi sopravvive da sei giorni con bambini e anziani Sos da Bisenti, a San Pietro salvata una donna con le doglie. In azione gli elicotteri dell’esercito

TERAMO. Le parole si muovono tra rabbia e lacrime. Perchè al sesto giorno senza corrente elettrica, isolati nelle case murate dalla neve, al freddo e senza telefoni, con i viveri che scarseggiano, difficile trovare un senso alla quotidianità. Che è quella di svegliarsi con i rumori degli elicotteri dell’esercito sulla testa pronti a lanciare pacchi di viveri. Parte da qui, da uno scenario che sembra di guerra, la cronaca di un’altra giornata da incubo.

ISOLATI CON I BAMBINI. Come quello che da giorni sta vivendo Erminio Castelli, che con moglie, tre figli piccoli e genitori anziani spera che qualcuno arrivi nella casa bloccata da tre metri di neve a Macchia da Borea, frazione di Valle Castellana, sulla cui strada di accesso si è riversata una slavina. Dice Castelli: «Stiamo al freddo da giorni, riesco a parlare con il telefono cellulare perchè lo ricarico dalla macchina. Ma non possiamo più andare avanti così. La strada è bloccata, ho cercato di uscire con il trattore ma dopo aver percorso cinquanta metri mi sono dovuto fermare perchè è impossibile andare avanti. A casa ho tre bambini e due anziani di cui uno malato. Non sappiamo più cosa fare perchè tra poco non basterà riscaldarci tutti con il camino. Fate qualcosa, non fateci morire in questo modo anche perchè dopo le scosse qui ci siamo sentiti in trappola come topi».

MURATO DALLA NEVE. A Villa Compagni di Cermignano ci sono più di dieci case ormai isolate da giorni senza corrente, senza riscaldamento, senza telefoni. Felice Delli Compagni per uscire di casa deve salire su una scala e passare dalla finestra. Impossibile aprire la porta di casa bloccata da tre metri di neve. Ricarica il cellulare con delle piccole batterie. «Ma fino a quando?» dice. Un suo amico gli lancia i viveri dalla scarpata. Fino a qualche giorno fa si riscaldava con il fuoco nel camino, ma la neve gli ha abbattuto il comignolo e così niente più camino. « Sento gli elicotteri che volano sulla mia testa e spero che qualcuno arrivi», dice, «capisco che la situazione sia davvero difficile ma almeno se liberassero dalla neve l’ingresso di casa potrei uscire senza arrampicarmi sulla scala. Il freddo, poi, dopo tanti giorni senza riscaldamento comincia davvero a farsi sentire. Qui siamo isolati da giorni e non si vede nessuno. Ma come è possibile che questo avvenga nel 2017? Qui, poi, siamo in collina e quindi non in un posto di montagna difficilmente raggiungibile. Io aspetto che qualcuno arrivi. Spero di farcela».

SALVATA CON LE DOGLIE. Mai avrebbe pensato di rischiare di partorire in casa sepolta dalla neve. Eppure è successo. A San Pietro di Isola, da giorni senza corrente elettrica e senza telefono, la giovane donna già madre di un bambino di 20 mesi e arrivata al nono mesi di gravidanza ha iniziato il travaglio nel tardo pomeriggio di giovedì. Un familiare con un telefono cellulare ancora carico è riuscito a dare l’allarme e così sono stati allertati alcuni uomini dell’unità forestale dei carabinieri di Isola. Con jeep e motoslitta, con a bordo anche il presidente dell’Ente Parco Tommaso Navarra, hanno sraggiunto l’abitazione della donna che è stata portata in ospedale.

SENZA MEDICINE. Al freddo, con i viveri che scarseggiano e con i medicinali che stanno per finire. Soprattutto quelli salvavita. A Bisenti, dove fino a ieri sera nessun mezzo era arrivato così come ad Arsita, c’è chi chiede aiuto per portare i medicinali a due anziani che vivono da soli. Dice Nadia che abita a Corropoli e che da tre giorni non riesce a parlare con gli anziani genitori: « Non riesco a contattare nessuno, ma il bello è che essendo la strada bloccata non posso nemmeno raggiungerli con la macchina. Capisco che ci sono tante altre emergenze e che ci sono interi paesi bloccati, ma chiedo solo di poter andare dai miei che hanno bisogno di medicine e che non riesco a contattare da giorni. Cosa devo fare ?»

RAGGIUNTO DOPO GIORNI. A Villa Penna Alta di Sant’Onofrio un 36enne rimasto per giorni senza luce e ormai senza viveri è stato salvato grazie ai soccorsi che gli hanno aperto un varco con lo spazzaneve. Aveva lanciato un sos raccolto dagli amministratori comunali e dai carabinieri. Con lui il suo cane e il suo gatto.

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