Al lavoro su un nuovo piano regolatore

L’assessore Ciapanna annuncia in aula l’avvio di uno studio preliminare: «Lo strumento attuale non è più adeguato»
TERAMO. Dopo vent'anni la città di Teramo lavora a un nuovo piano regolatore: entro maggio 2023 gli studiosi dell'università di Camerino, su incarico del Comune, consegneranno una prima relazione tecnica che fornirà gli indicatori socio-economici sui quali ci si dovrà muovere per redigere un Prg al passo coi tempi. L'avvio del percorso intrapreso dalla giunta D'Alberto è stato annunciato ieri dall'assessore alla rigenerazione urbana Graziano Ciapanna nel corso del consiglio comunale che ha visto, fra i punti all'ordine del giorno, anche l'approvazione di una convenzione con un privato propedeutica alla realizzazione di un impianto da padel in città.
Proprio la discussione sulla nuova struttura ha dato l'input all'assessore per chiarire come Teramo abbia un piano regolatore inadeguato: il sisma, la pandemia, la modifica delle vocazioni di talune aree, la riorganizzazione e il recupero di diverse zone della città, hanno mutato lo scenario urbanistico e anche le necessità di chi vive e lavora a Teramo. «I cambiamenti socio-economici della città necessitano di un Prg dinamico, al passo coi tempi, capace di rispondere alle esigenze e alle caratteristiche del territorio», ha detto Ciapanna, «dovrà essere un piano regolatore capace di coinvolgere le realtà sociali e anche in questi termini si inserisce il lavoro che i professori di Camerino, Marco D’Annuntiis e Rosalba D'Onofrio, stanno conducendo. L'attuale strumento urbanistico non è più adeguato», ha chiarito l'assessore portando l'esempio della zona industriale di Sant'Atto, profondamente mutata negli anni, che va riconvertita avendo perso gran parte della vecchia vocazione. La discussione è poi tornata sul nuovo impianto padel con cinque campi, servizi e area ristoro che sorgerà in via Rischiera, a ridosso del parco fluviale, su un terreno privato, con accesso da via Cipollone. Trattandosi di attività pubblica, la sua realizzazione necessita di una convenzione col Comune che ieri è stata approvata (con l'astensione dell'opposizione) e che pone a capo del privato delle prescrizioni volte a migliorare la viabilità della zona.
Il consiglio ha votato anche la ricognizione delle partecipate: fra i dati rilevanti, la dismissione da gennaio delle quote del Comune all'interno del Mote in virtù della fusione che la società di rifiuti avrà con Team. Via libera anche alla nomina del collegio di esperti dei quesiti referendari. Ne faranno parte gli avvocati Raffaele Pelillo, Roberto Angelini e Roberto Iannetti. Il collegio, tuttavia, non potrà porre in essere nessuna attività prima dell’estate: la legge impedisce i referendum nei dodici mesi che precedono le elezioni.
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