Al Mazzini apre un reparto infettivi bis

29 Febbraio 2020

La Asl lo sta allestendo nell’ex Ortopedia. Il “paziente 1” è in netto miglioramento e resta a Teramo

TERAMO. In netta ripresa il “paziente 1”, cioè il 50enne della bassa Brianza che è arrivato all’ospedale di Teramo nella notte fra martedì e mercoledì da Roseto. L’uomo non ha più la febbre e le sue condizioni sono generalmente buone. Gli operatori del reparto di malattie infettive del Mazzini, in collaborazione con lo Spallanzani, lo stanno sottoponendo a terapia antivirale. Sfumata, per ora, l’ipotesi di trasferirlo nel reparto di Pescara.
E se si attutisce l’allarme generato dal primo caso, Regione e Asl prendono tutta una serie di misure preventive e organizzative per gestire il prosieguo dell’emergenza.
Ieri è stato ultimato il montaggio della tensostruttura, proprio davanti al pronto soccorso del Mazzini, destinata al pre triage. Il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, ha visitato ieri la struttura mobile e ha spiegato che servirà ad accogliere i pazienti che, dopo un colloquio con un infermiere, verranno inviati nella sala di attesa del pronto soccorso se non hanno sintomi riconducibili al coronavirus o, in caso contrario, verranno fatti attendere in un’altra sala, in modo da evitare occasioni di possibile contagio.
Ma le iniziative della Asl non si fermano qui. Infatti si sta allestendo un reparto malattie infettive bis. Al terzo piano del Mazzini, nell’ala che ospitava tempo fa l’Ortopedia, c’è un reparto rinnovato, che già può funzionare e a cui mancano solo i letti. E’ stato disposto di ultimare l’arredo per far fronte ad eventuali ulteriori necessità di posti letto, casomai dovessero prospettarsi in futuro.
Stesso discorso sarà possibile con la residenza sanitaria assistita che la Asl ha costruito in contrada Casalena, e che è praticamente pronta. In questo caso la struttura potrebbe ospitare, se necessario, i cosiddetti “contatti asintomatici”, cioè coloro che sono stati a stretto contatto con un paziente che ha contratto il coronavirus e che devono stare in quarantena per vedere se sono stati contagiati. Un po’ quello che è accaduto nel centro sportivo olimpico della Cecchignola, dove sono rinchiusi in quarantena i 19 italiani rimpatriati dalla nave da crociera Diamond Princess rimasta bloccata per il coronavirus. (a.f.)
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