Al processo Castrum le arringhe difensive per altri 5 imputati

25 Settembre 2019

TERAMO. Il tema delle intercettazioni è stato l’elemento caratterizzante delle tante eccezioni che ha sollevato nel corso dell’istruttoria del processo Castrum. E resta uno degli argomenti centrali...

TERAMO. Il tema delle intercettazioni è stato l’elemento caratterizzante delle tante eccezioni che ha sollevato nel corso dell’istruttoria del processo Castrum. E resta uno degli argomenti centrali della sua arringa. L’avvocato Gennaro Lettieri lo rileva con i numeri, lo sottolinea con le parole. «Un processo di intercettazioni», dice, «complessivamente sono state registrate 131mila ore di conversazione che, conti alla mano, lasciano dubitare anche della correttezza delle proroghe. Sarebbero stati necessari tremila giorni per sentirle tutte». Ma è con una premessa sul «processo normale» che Lettieri, nella sua veste di difensore dell’ex assessore comunale di Giulianova Nello Di Giacinto e dei fratelli imprenditori Andrea e Massimiliano Scarafoni, dà il via alla sua arringa sottolineando quella che definisce «la mia amarezza di fondo quando non fu accolta la richiesta di differimento del processo dopo la morte del presidente Iacoboni (l’ex presidente del tribunale e presidente del collegio Castrum scomparso a marzo (ndr). Resta una pagina oscura e amara». E aggiunge: «Bisogna eludere i rischi delle geometrie troppo rigide perché il diritto penale anche nei processi di corruzione è un diritto di libertà». A fianco di Lettieri, nella difesa di Di Giacinto, l’avvocato Martina Barnabei che nella sua arringa ha ricostruito i passaggi della complessa vicenda giudiziaria sottolineando l’assenza di prove a carico dell’imputato.
In mattinata e nella prima parte del pomeriggio, davanti al collegio presieduto da Franco Tetto (a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini) si sono susseguite le difese di Filippo Di Giambattista, ex amministratore della Giulianova Patrimonio e di Carmine Zippilli dirigente tecnico della Asl (da tempo rientrato in servizio nell’azienda sanitaria dopo l’iniziale sospensione).
I difensori di Di Giambattista, gli avvocati Elena Concordia e Gianfranco Iadecola, hanno parlato «di un deserto probatorio in ordine al reato contestato a Di Giambattista. Non c’è stata nessuna promessa in senso tecnico e giuridico, non c’è stata nessuna trattativa. Di Giambattista è una persona corretta, un bravo tecnico e contro di lui non è emersa nessuna prova. Non c’è nessuna delle certezze che servono in un processo penale».
Iadecola ha proseguito l’arringa concentrandosi successivamente sulla difesa di Zippilli assistito insieme all’avvocato Luigi Ferretti che nella sua arringa ha parlato «di testi non credibili della Pubblica accusa». Aggiungendo: «Zippilli (imputato insieme agli Scarafoni per i lavori di messa in sicurezza all’ex ospedaletto di corso Porta Romana ndr) si è sempre e solo preoccupato di evitare il crollo della struttura». Iadecola ha sottolineato «la presenza dei tantissimi elementi di incongruenza nell’impianto accusatorio della Procura e l’inattendibilità dei testi della Pubblica accusa».(d.p.)
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