Al via la sfida per il debito sul caso Ricci

7 Dicembre 2018

Alba, da gennaio il processo sulla quantificazione della somma dovuta dal Comune per gli espropri

ALBA ADRIATICA. Al via la sfida per quantificare il debito della “vertenza Ricci”, che pende come una spada di Damocle sulle casse del Comune di Alba Adriatica. Fissata, infatti, la prima udienza al Tribunale civile di Teramo, che si terrà il 7 gennaio prossimo. Le cifre in ballo sono astronomiche e rischiano di condizionare pesantemente l’andamento dei conti pubblici albensi: per i privati interessati, il Comune deve almeno 12 milioni di euro per l’occupazione di alcuni terreni dal 2005 al 2017, più altrettanti per i decenni pregressi. L’unica cosa certa, per ora, è che il Comune è in torto e qualcosa deve pagare: questo per effetto di un pronunciamento recente della Corte di Cassazione che ha posto fine dopo trent’anni ad una lunghissima causa sull’occupazione di alcune aree. La vicenda è nota: l’accordo di programma firmato negli anni ‘70 tra il Comune e i proprietari, che prevedeva la cessione di quattro aree all’ente in cambio di maggiori volumetrie in altre zone di nuovo sviluppo, non ebbe buon esito per il privato. Il Comune occupò però lo stesso i terreni acquisiti per realizzarvi case popolari, uffici pubblici come la sede municipale di via Bafile, dove sosno i condandi dei vigili urbani e dela Forestale, ed edifici destinati a cooperative, sancendo anche il via allo sviluppo urbanistico ed edilizio di interi quartieri in diversi punti della città. Nel 2017 la Cassazione ha riconosciuto che quelle aree devono essere pagate. I proprietari, quindi, chiedono anche tutti i mancati introiti dallo sfruttamento dei terreni per tutti gli anni trascorsi. Il nuovo contenzioso, nel quale dovrà essere definita la cifra esatta dell’indennizzo, vedrà fronteggiarsi l’avvocato Stefano Flajani, che rappresenta i privati, e gli studi legali in forma associata di Danilo Consorti e Manrico Ciafrè, a cui si è rivolto il Comune di Alba Adriatica nei giorni scorsi stanziando una cifra di 40mila euro per coprire le spese legali. Per trovare le somme, l’amministrazione ha dovuto anche approvare una variazione di bilancio per rimpinguare il capitolo dedicato ai contenziosi. Poca cosa, ad ogni modo, rispetto all’enorme indennizzo che il Comune potrebbe trovarsi a sborsare. (l.t.)
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