Alba al voto, nati altri due movimenti

“Prospettiva Attiva” vede tra gli aderenti il regista Capece. A sinistra spunta un gruppo con referente De Santis (Leu)
ALBA ADRIATICA. Giovani e figli d’arte della politica cittadina creano un movimento per «mediare e favorire un confronto» nel caos che vive Alba Adriatica in vista delle elezioni comunali.
Si chiama “Prospettiva Attiva” e tra gli aderenti c’è il regista Mauro John Capece, figlio dell’ex sindaco Mario, ma anche Simone Pulcini, Sandra L’innocente e Francesca Di Matteo, con Danilo Prato, Devis Di Furia, Andrea Gatto e Paolo Caranci. «Vogliamo implementare una visione comune di sviluppo, fondata sui tempi della governabilità e della partecipazione, dell’inclusione sociale e del rinnovamento generazionale e qualitativo del gruppo dirigente», scrivono in una nota, chiarendo però di porsi «in equidistanza con i gruppi politici in movimento». Alcuni nomi di “Prospettiva Attiva” hanno già preso parte all’incontro dei giorni scorsi con i gruppi politici che si stavano riunendo intorno a Piero Pulcini e che ora hanno scelto il nome dell’ex sindaco Francesco Truscelli come rappresentanza in questa fase. E' chiaro, quindi, che anche qui viene una spinta verso la sintesi tra i progetti civici in costruzione, in giorni di fibrillazioni e contatti trasversali tra i gruppi. Nel frattempo, compare una nuova sigla a sinistra, il “Movimento progressista per Alba” con Luciano De Santis, referente di Liberi Uguali che, nonostante il forte dibattito interno, alle scorse elezioni nazionali in città ha riconfermato i numeri della sinistra extra Pd del passato.
Chi si è chiamato fuori dalle trattative giudicate «sottobanco» è il candidato sindaco Gabriele Viviani, che continua a sfornare pezzi del programma elettorale della sua lista Alba Popolare. Ora il tema trattato è l’ambiente, per cui è stato assessore durante la giunta Giovannelli, proponendo un’azione complessa mirata alla conquista della certificazione Emas ma «senza ragionare sopra un inventario di emergenze, ma considerando la città come un ecosistema fragile». Poi un’idea per il cimitero: la lampada votiva per i defunti a carico dell’ente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

