Alba, cancellata la mostra di 400 borse di lusso

L’artista Bucci, che dovrebbe allestirla: «Non riesco più ad avere contatti con gli amministratori». L’evento sparisce dal calendario del Comune
ALBA ADRIATICA. Ci sarebbe stata anche una borsa appartenuta a Maria Callas tra i quasi 400 accessori pregiatissimi della mostra che per due mesi avrebbe omaggiato la pelletteria di Alba Adriatica nei festeggiamenti del sessantennale della nascita della città. Ma all'improvviso l'apertura della mostra, fissata per il 14 luglio in Villa Flaiani, è scomparsa dal calendario comunale degli eventi estivi. Ora il proprietario della collezione, l'artista albense Giancarlo Bucci, lamenta: «Da metà giugno non riesco ad avere contatti con l'amministrazione comunale che mi aveva chiesto di allestire l'evento tramite il consigliere comunale Roberta D'Addezio».
Ancora presente nella versione online del calendario degli eventi, e sui pannelli installati sul lungomare, la mostra "Luxury" ha invece lasciato il posto ad un più generico "rievocazione storica in Villa Flaiani". Voci danno per annullata la mostra, ma Bucci dice di non avere notizie da settimane. In una raccomandata che l'artista ha inviato al sindaco Tonia Piccioni pochi giorni fa, spiega: «Il 15 giugno, dopo 80 giorni di restauro, ho adempiuto ai miei impegni presi. Due giorni dopo, senza che io ne avessi fatto richiesta, ho ricevuto la somma di mille euro come anticipo per sostenere le spese. Poi non ho avuto più riscontro, pur avendo cercato un contatto telefonico». Bucci aggiunge: «Per la mostra abbiamo concordato un contributo di seimila euro, che sarebbe stato pagato da un'associazione, ma l'accordo prevedeva anche brochure ed un rinfresco per l'inaugurazione della mostra, che sarebbe rimasta aperta fino a metà settembre. Ma all'improvviso il silenzio».
Contrariato per il trattamento ricevuto, l'artista descrive con orgoglio la collezione che resterà chiusa nel suo laboratorio: «Si chiama Luxury, ha oltre cento borse e valigie in pelle di coccodrillo e pezzi pregiati realizzati a partire dalla metà del 1800, alcuni appartenuti a celebrità, che da anni compro all'asta in tutto il mondo. Nel 2005, la direzione della fiera Mipel di Milano mi ha chiesto di allestire una mostra con la mia collezione. Ad Alba l'avrei riproposta aggiornata, per festeggiare la città che ho visto nascere e magari per invogliare la gente a riavvicinarsi all'arte della pelletteria. Ma c'è anche un motivo storico: non dobbiamo dimenticare che la città di oggi, e la sua vocazione turistica, sono state realizzate in gran parte grazie alla ricchezza prodotta da questa attività. Questa amministrazione mostra però una incapacità nel realizzare eventi e progetti culturali. Mi chiedo, per esempio: che fine ha fatto il museo della pelletteria sventolato in campagna elettorale?».
Luca Tomassoni
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