Alba, comitato vuole liberare villa Flaiani da vandali e spaccio

I promotori hanno organizzato una festa nel parco dopo averlo ripulito dalle siringhe dei tossicodipendenti
ALBA ADRIATICA. Festa con musica e castagne per sconfiggere il degrado: così domenica pomeriggio decine di cittadini di Alba Adriatica si sono ripresi villa Flaiani, dandosi appuntamento tramite il tam-tam sui social network. Prima di festeggiare, però, tutti insieme hanno bonificato il parco del centro città e i suoi giochi per bambini dalle tante siringhe, ultimo lascito del consumo e dello spaccio di stupefacenti che, insieme ai vandali e alla microcriminalità, per anni hanno tenuto i cittadini lontani da villa Flaiani.
Ma per ripopolare davvero il parco, restituendolo alla comunità e rendendolo fruibile ai bambini e agli anziani, l’impegno dei cittadini deve essere costante. Per questo, sta nascendo il comitato di residenti della zona e non solo, che ha già un nome: “Insieme per Villa Flaiani”, ma non ancora una struttura. L’idea, che circola da anni, si è concretizzata davvero qualche settimana fa, durante un incontro con il sindaco Tonia Piccioni e la sua amministrazione per parlare del futuro di villa Flaiani. Qui è nata una sorta di collaborazione: il Comune ha aumentato i controlli sulla villa, piazzando le telecamere della videosorveglianza e garantendo la presenza di un vigilante armato dal pomeriggio fino alla sera, mentre i cittadini si sono impegnati a organizzare eventi nel parco e stimolare il suo ripopolamento, coordinandosi in un comitato. Dopo l’incontro, tra i cittadini è nato un forte dibattito che ha prodotto il primo risultato con la festa di domenica pomeriggio.
La speranza ora è tanta, anche se appare comunque un’impresa non facile evitare che il degrado torni di casa in villa Flaiani. Fine, questa, che rappresenterebbe davvero un’occasione persa, se non un danno vero e proprio, per un Comune che negli ultimi anni ha investito molte risorse nella ristrutturazione e messa in sicurezza di tutta la villa, trasferendovi la sua biblioteca pubblica. Una biblioteca che, anche per la scarsa sicurezza del parco, sembra stentare a diventare davvero un luogo di ritrovo culturale per i cittadini e gli studenti. Discorso simile per i bagni pubblici nella villa, chiusi per fermare gli atti di vandalismo e il consumo di stupefacenti, e per i giochi dei bambini, che di bambini ne hanno visti davvero pochi negli ultimi anni. E in questa situazione, Alba Adriatica ha già buttato via quasi tre anni: la villa fu infatti riaperta al pubblico nel gennaio del 2013, tra le polemiche dovute ai ritardi nei lavori.
Luca Tomassoni
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