Alba, il centro si blocca per i funerali del capo rom

7 Settembre 2014

Un maestoso corteo ha accompagnato la salma di Aquilino Rocambolo Spinelli adagiata in una carrozza trainata da sei cavalli. Ci sono state anche proteste

ALBA ADRIATICA. Un corteo funebre triste e lunghissimo, con la banda musicale, mentre fiori e petali venivano gettati dalla folla al suo passaggio. In testa, una carrozza trainata da sei cavalli neri che hanno accompagnato il feretro nel suo ultimo viaggio. Il centro storico di Alba Adriatica, bloccato dalle esequie particolari e maestose, ieri mattina si è chinato a salutare uno dei personaggi più in vista della grande comunità rom della città, Aquilino Rocambolo Spinelli, morto all’età di 70 anni. La salma ha percorso le vie del centro città per raggiungere, dalla sua abitazione, la chiesa di Sant’Eufemia in piazza IV Novembre, dove ad attenderla c’erano centinaia di persone provenienti da tutto l’Abruzzo. Al termine della funzione religiosa, il corteo è ripartito verso il cimitero di Alba Adriatica. Ma oltre ai parenti, agli amici e ai membri di una comunità, quella rom, che in zona è molto ampia e legata, tantissimi sono stati i curiosi che si sono fermati ad osservare un evento così particolare, anche se non del tutto inedito. E non sono mancate le critiche alle istituzioni da parte di diverse persone a causa degli effetti che il corteo ha avuto su viale della Vittoria, tra tappeto di fiori, ma anche “resti” del passaggio dei cavalli sull’asfalto del corso. Anche il traffico in mattinata ha avuto dei rallentamenti a causa delle tante persone che ha invaso la zona centrale per dare l’estremo saluto a Spinelli o semplicemente per curiosare. Aquilino Spinelli è stato capostipite di una numerosa famiglia e uno dei leader di una comunità che negli anni ha alternato momenti di buona integrazione con il resto della cittadinanza albense a momenti di difficile convivenza dopo alcuni fatti di cronaca che hanno scosso la città.

Luca Tomassoni

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