Alba, l’ex mulino Ferri rinasce

Sfida al degrado del quartiere: aperta un’officina, presto arrivano altre attività
ALBA ADRIATICA. Restauro, colore e nuove attività nell’ex mulino Ferri fatiscente: c’è chi ha il coraggio di investire e ribellarsi al degrado della stazione ferroviaria di Alba Adriatica. Da qualche giorno, in via Principe Umberto, è sorta una nuova officina ed è stata rinnovata la sede dello Juventus Club, ma presto l’enorme edificio potrebbe ospitare anche altre attività, a partire da un laboratorio artigiano e, forse, una struttura alberghiera. Prima però dovranno essere risolte tutte le pratiche burocratiche ancora pendenti in Comune.
L’investimento economico messo in campo con l’apertura dell’officina da Mario Piunti, cittadino di Martinsicuro che da tempo lavora anche ad Alba Adriatica, è però importante e offre anche un timido segnale di speranza ad una zona, quella del centro storico albense, che vive una situazione di assoluto degrado e sconforto, a causa dell’abbandono degli immobili e della microcriminalità dilagante. Solo di recente si era visto il recupero di alcune sale in disuso della stazione ferroviaria, per farne prima la sede di alcune associazioni locali (Pro loco storica, Radio Taxi e Costa dei Parchi), poi anche un ostello. Al recupero della zona contribuisce anche Poste Italiane, che ha rinnovato esteticamente il suo ufficio a due passi dalla stazione, oltre a Pro loco Spiaggia d’Argento e comitato di quartiere che stanno tentando di rilanciare Villa Flaiani, mentre Comune e forze dell’ordine sono alle prese con il difficile contrasto alla criminalità. Ma c’è ancora tantissimo da fare per recuperare il quartiere. Il segnale di Piunti è però significativo, in quanto rappresenta il primo lanciato autonomamente e da un investitore privato. «In tanti sembrano non capire la nostra scelta, ma noi crediamo nel quartiere della stazione: è pur sempre il centro storico della città e vogliamo ridargli la vita. L’investimento è stato certamente enorme e continuerà ad esserlo, le difficoltà sono tantissime, ma, dopo l’apertura della nostra officina, abbiamo già riscontrato l’interesse da parte di altre persone».
Tra le difficoltà incontrate da Piunti ci sono state quelle di dover difendere la forte scelta cromatica adottata e di trovare giuste soluzioni per sistemare e far rivivere la struttura, ma anche far fronte alla polemica scoppiata prima del restauro per la presenza di extracomunitari nelle sale ricavate dall’ex mulino. (l.t.)
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