Alba, l’ira degli operatori «Tratto di spiaggia eroso»

«Senza il ripascimento promesso e poi saltato alcuni di noi potranno mettere al massimo dieci ombrelloni». Pepe: «Procedure mai avviate dalla Regione»
ALBA ADRIATICA. Salta il grande ripascimento della Regione che doveva portare nuova sabbia e arrivano le misure per il distanziamento sociale che allontaneranno fra loro gli ombrelloni: piove sul bagnato lungo la costa nord di Alba Adriatica, dilaniata da erosione costiera e mareggiate, dove ora rischiano di restare chiusi alberghi e stabilimenti. «La Regione ci ha voltato le spalle mancando l’impegno preso del ripascimento. Ci darà un indennizzo per consentire di tenere aperte le nostre strutture?», si chiede il gruppo di operatori della zona, polemici dopo la notizia dello stop a sorpresa all’attesa opera di ripascimento che avrebbe dovuto portare entro il primo di giugno 50mila metri cubi di nuova sabbia a ristoro dell’arenile devastato dalle mareggiate di novembre. Il ripascimento sarà sostituito da un “ripristino” della spiaggia, più snello nel procedimento burocratico, ma anche più economico e con meno sabbia dragata sull’arenile. A gestire l’opera, seppur con fondi regionali per 150mila euro, sarà totalmente il Comune, ora alle prese con una corsa contro il tempo.
Continuano gli operatori della costa nord albense: «Ringraziamo il Comune per aver preso immediatamente in mano la pratica, ma stiamo parlando di un’opera ridicola, di qualche migliaio di metri cubi di sabbia. Per diverse concessioni della zona, piazzare gli ombrelloni alla distanza di cinque metri l’uno dall’altro significherà poter accogliere in spiaggia una decina di famiglie o poco più. Si tratta di una situazione drammatica per gli stabilimenti balneari, ma anche per gli alberghi, che non avranno ombrelloni a sufficienza per gli ospiti». Che la situazione sia davvero difficile e tesa lo testimoniano anche i toni molto accesi di una riunione che si è tenuta nei giorni scorsi in municipio con gli operatori.
E non mancano le polemiche politiche. Ieri, sul tema, è intervenuto il consigliere regionale del Partito Democratico Dino Pepe, ricostruendo i fatti delle ultime settimane e smentendo la versione emersa inizialmente, ossia che l’iter per il grande ripascimento regionale fosse a buon punto prima di essere fermato dall’emergenza coronavirus. Si legge nella sua nota: «Dopo l’assunzione di informazioni utili, da fonti ufficiali, è arrivata la conferma che la Regione non ha attivato nessuna procedura per il ripascimento 2020 come previsto dalle delibere e dalle ordinanze. Eppure ricordiamo tutti le conferenze stampa, i consigli straordinari, le decine di comunicati stampa del sottosegretario Umberto D’Annuntiis. La Regione quindi tradisce gli operatori del settore turistico, i Comuni e i cittadini, nonostante i grandi annunci, proprio quest’anno in cui si ha necessità di più sabbia per le misure di sicurezza e distanziamento sociale post-Covid». Continua Pepe: «Per Alba Adriatica, nello specifico, nelle opere previste dalle delibere di Marsilio non c’è nessun atto di gara, quindi sarebbe stato impossibile attivare la eventuale sospensione prevista dal decreto governativo. E poi la beffa finale: si scarica tutto e all’ultimo minuto sui Comuni, i quali, dovranno provvedere in poche settimane ai progetti, alle gare, alla direzione dei lavori. Inoltre», conclude il consigliere, «il contributo iniziale di 560mila euro, di cui 410 stanziati dal Governo nazionale e 150 mila dalla Regione Abruzzo, ha subito una riduzione di oltre il 75%».
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